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Troppo pochi gli anziani difesi dal caldo

Troppo pochi gli anziani difesi dal caldo

“Uffa che afa” ha contattato i 670 iscritti in banca dati: stanno bene. Ma in provincia sono 10mila le persone a rischio

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«Pronto, signora? Tutto bene? Le serve un aiuto contro il caldo?». È più o meno questo l'approccio delle telefonate che centinaia di anziani hanno ricevuto in questi giorni. Non si è fatta trovare impreparata la macchina, ormai collaudata, del progetto "Uffa che fa". Che è poi quel che esclamiamo un po' tutti, di fronte a un termometro impazzito verso l'alto. Solo che a soffrire di più, e a rischiare di più, sono gli over 75. «Ci occupiamo di quelli che vivono da soli o che sono in due ma uno deve badare al partner non autosufficiente - spiega Simone Lodi, responsabile del servizio di teleassistenza -. Nella nostra banca dati ci sono 320 persone a Ferrara città e altre 350 che vivono nel distretto sanitario sud-est, quello di Argenta, Codigoro, Comacchio, Mesola. Proprio venerdì abbiamo terminato il giro di chiamate, contattiamo tutti almeno una volta. Forniamo indicazioni su cosa fare durante le ondate di caldo e anche la tendenza climatologica prevista per i giorni futuri».

Tre persone contattate su quattro sono donne, la cui età media è di 82 anni (83 per gli uomini). Il target è imposto dalla normativa regionale, come regionale è il Fondo per la non autosufficienza che copre integralmente i costi del progetto. Per gli anziani è gratuito, fatta eccezione per il servizio di trasporto per usufruire del quale è necessario dotarsi di buoni che costano dai quattro ai dieci euro, in relazione al tragitto che si compie. Questo secondo versante è trattato in particolare dal Progetto Giuseppina, che offre accompagnamenti, gestiti dalle associazioni di volontariato, a centri anziani, ospedali o luoghi di assistenza, ma si può anche farsi portare a casa la spesa. Il tutto è legato al numero verde 800-072110, gestito dalla società Cup 2000 e contattabile dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 e al sabato dalle 8.30 alle 13. «Ci chiamano soprattutto dalla città - dice Lodi - e noi rispondiamo in base alle necessità che ci vengono esposte. Possiamo anche chiamare il 118 in caso di problematiche di tipo sanitario». Al Progetto Giuseppina sono iscritti circa 1.900 anziani.

"Uffa che Afa" è promosso dal Comune di Ferrara e, a partire dal 2006, si è costruita una rete, che vede l'Asp in qualità di perno attorno cui ruotano le due aziende ospedaliere, la protezione civile comunale, Cup 2000, Prefettura, Questura, Carabinieri, Vigili del fuoco, Croce Rossa e organizzazioni del volontariato. Tra l'altro queste ultime sono state di recente mappate nel sito web www.ferrarasolidale.it, raccogliendo circa 350 realtà.

È giunto il momento di un bilancio decennale dell'iniziativa, che ha visto aiutare dalla sua partenza in poi circa 4mila persone. «Direi che si è assestata nel corso del tempo - sostiene Lodi - La rete che è stata costruita è veramente importante. È vero che le persone sono più informate, viste le tante ondate di calore che si sono dovute affrontare nel corso degli anni. Poi all'inizio sono una piccolissima parte degli anziani aveva in casa condizionatore o pale, ora quasi la metà ne è dotata. Piuttosto - aggiunge Lodi - servirebbe uno scatto di qualità per poter intercettare una platea più ampia». Gli anziani cosiddetti "fragili" in provincia sono almeno 10mila, forse anche 12mila; parliamo di coloro che vivono in condizioni di quasi totale isolamento, senza familiari, impossibilitati a uscire di casa e a stabilire relazioni sociali con i pari età nei 34 centri anziani esistenti in provincia. I soggetti che sfuggono alle banche dati ma che contemporaneamente necessitano di maggiore attenzione e tutela. Che ci sia gran caldo o meno.

Fabio Terminali

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