Il treno si ferma due volte «Per ore a bollire sui binari»
Una giornata da dimenticare. Lunghissima, infinita, spossante. E con i passeggeri a bollire nelle carrozze del Freccia Bianca, tra Lecce e Venezia. «Il disagio è stato pesante, perché quando il...
Una giornata da dimenticare. Lunghissima, infinita, spossante. E con i passeggeri a bollire nelle carrozze del Freccia Bianca, tra Lecce e Venezia. «Il disagio è stato pesante, perché quando il treno si è rotto il sistema di raffrescamento ha smesso di funzionare», spiega seccato il ferrarese Luigi Ciannilli, presidente del Comitato per la sicurezza stradale Paglierini e presidente nazionale della Confai (amministratori immobiliari). Ieri è salito sul treno a Termoli, in provincia di Campobasso, dove si è recato per motivi legati alla sua attività. «Era la corsa che partiva da Lecce intorno alle 7, io l’ho presa alle 10.26. L’arrivo a Ferrara era previsto poco dopo le 14.30 - racconta il passeggero ferrarese - Invece eccomi in stazione a sera, sono le 19».
Una disavventura che Ciannilli ricorderà per un pezzo: «Da Lecce fino a Falconara Marittima (Ancona), sull’Adriatica, tutto è andato liscio. Poi c’è stata una sosta, sembra per il malfunzionamento del locomotore, e abbiamo atteso il cambio per tre ore». Sul treno assieme a lui c’erano centinaia di persone. «Una coppia aveva l’aereo che partiva da Bologna alle 17 - ricorda l’amministratore condominiale - erano molto preoccupati di non riuscire ad arrivare in tempo». Il treno, aggiunge Ciannilli, è arrivato a Bologna attorno alle 16.
Ma poi c’è stato il bis: nuova sosta del locomotore e rientro a Bologna. «Questa volta eravamo fuori dalla stazione e quindi non si sono neanche aperte le porte per rinfrescare l’aria - lamenta Ciannilli - Siamo tornati a Bologna per prendere la coincidenza. È stato un incubo».
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