Mercato sul Listone, rotta la trattativa
L’assessore Serra respinge l’ultimo rilancio degli ambulanti di Confesercenti. Oggi la Giunta fa la sua scelta finale
«L’Amministrazione andrà avanti quindi con l’orientamento di giunta approvato nel mese di giugno 2015, prendendo atto della riluttanza degli operatori al rinnovamento con tempistiche idonee. L’Amministrazione ha messo tutta la propria buona volontà nell’assecondare richieste ed esigenze degli operatori: si sarebbe potuto costruire insieme un percorso anche innovativo. Il Comune non può tuttavia rimanere ostaggio di continui rinvii e rilanci di un gruppo di operatori che evidentemente ha a cuore solo le proprie esigenze».
Nomen omen (il presagio)
Serra non è solo il cognome dell’assessore comunale al commercio che ieri ha rilasciato questa dichiarazione, ma anche presente indicativo, terza persona singolare, di un verbo: serrare, ossia chiudere, terminare, mettere fine, ovvero anche stringere, nelle espressioni figurative come “stringere in una morsa”. Entrambi i significati preludono a quanto accadrà oggi nella riunione di Giunta, chiamata a decidere, in via definitiva, dopo oltre un anno e mezzo di trattative, incontri, proposte e controproposte, sul destino del mercato che, finora, si è tenuto ogni venerdì in piazza Trento-Trieste e zone attigue.
La rottura fa seguito all’ultimo rilancio da parte dell’Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti, che fa capo a Confesercenti), rappresentanti largamente maggioritari di chi, finora, ha portato le proprie bancarelle sul Listone con i furgoni. Rilancio arrivato sul tavolo dell’assessore Roberto Serra sabato scorso, tre giorni prima dell’annunciata e decisiva riunione di sindaco Tagliani e giunta. Per comprendere, bisogna fare il punto sull’ultimo approdo della lunga e complessa trattativa.
L’ultima proposta
Accogliendo buona parte dei suggerimenti ricevuti da Confesercenti, l’assessore Serra formula una nuova proposta, che si caratterizza per tre punti, prevedendo penalità rilevanti in caso di mancato rispetto: cancellare piazza Travaglio quale possibile ubicazione del mercato, mantenendo esclusivamente la sede di piazza Trento-Trieste (oltre ovviamente corso Porta Reno con furgoni); rilasciare progressivamente gli spazi occupati dai furgoni a vantaggio di gazebo, ossia, a una certa data, una parte di aziende attualmente in piazza Trento-Trieste non dovrebbe più avere il furgone, mentre altre lo potrebbero mantenere fino a quando, a una data prestabilita, tutte le aziende rimarranno senza furgoni; liberare entro l’1 luglio 2016 (non più febbraio, come precedentemente ipotizzato) piazza Trento-Trieste da almeno 20 furgoni, entro il 28 ottobre 2016 tutte le aziende (circa 30) presenti in piazza Trento-Trieste dovranno essere sprovviste di furgoni e dotarsi della medesima struttura adottata dalle prime venti aziende.
Lo sforzo finale
Non solo. L’Amministrazione comunale, in via aggiuntiva, ha offerto ad Anva di perorare la loro “causa” anche orientando la richiesta di finanziamento alla Regione per quanto riguarda la legge 41/97, studiare una piattaforma logistica con mezzi elettrici/ibridi - anche oggetto di finanziamento da parte di Istituzioni diverse dal Comune - che possano servire gli operatori del mercato, quelli che optino per rimanere in piazza Trento-Trieste senza furgoni (e il mercato del venerdì sarebbe l’apripista di questo progetto), una tariffa decisamente simbolica per la sosta dei furgoni nel parcheggio Kennedy in area dedicata, il coordinamento a cura del Comune nei rapporti con la Sopraintendenza per trovare la tipologia di gazebo più idoneo alle necessità degli operatori, l’eventuale riduzione della Cosap per un tempo determinato per gli operatori di piazza Trento-Trieste al fine di ammortizzare l’investimento.
Bancarelle pretenziose
Tanto? Poco? In ogni caso, non abbastanza. Appunto sabato scorso l’Anva ha rilanciato, chiedendo ulteriori modifiche e dilazioni temporali: l’individuazione di un unico soggetto gestore, che possa posizionare le attrezzature prima dell’arrivo degli operatori e le smonti al termine del mercato, in virtù di ciò vi sarebbe la disponibilità degli operatori ad accettare una modifica alle tariffe Cosap attualmente applicate, giustificate dai maggiori costi di servizio; in piazza Trento-Trieste sostituire i furgoni con gazebo per il 20% degli operatori entro febbraio 2016, un altro 40% entro febbraio 2017, il rimanente 40% entro febbraio 2018; contestualmente valutare soluzioni alternative per recuperare alcuni posteggi in corso Porta Reno (o altra zona del centro storico con esclusione di piazza Travaglio) per collocarvi gli operatori impossibilitati a svolgere l’attività senza automezzo al seguito.
Soluzioni irricevibili
Di quest’ultima controproposta, il primo punto «lascia pensare che, a fronte di un aumento Cosap, il servizio di allestimento-disallestimento gazebo effettuata da ditta specializzata debba essere sostenuto dalla comunità. Quanto alle tempistiche - commenta l’assessore al commercio - risultano inaccettabili e valutazioni di soluzioni alternative di posteggio sono impraticabili, come per altro Anva ben sa». E serra, ossia chiude la porta all’ulteriore rilancio, stringendo in un angolo l’associazione: oggi, nella riunione di Giunta, la decisione finale.
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