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Padre e figlio di Bondeno a processo in corte d’Assise per rapimento

Fissato l’avvio del dibattimento: sono accusati di far parte di una banda che voleva sequestrare un ragazzino di 14 anni

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BONDENO. Sarà la Corte d’assise di Vicenza, presieduta da Maurizio Gianesini e con l’inserimento dei giurati popolari, a dover giudicare, a partire dal prossimo 20 luglio, Massimo Silvestrin, 41 anni di Pojana Maggiore, Gianfranco Gallani, 69 anni di Bondeno, e suo figlio Antonio di 43 anni. Si tratta delle tre persone che all’alba del 27 gennaio scorso vennero arrestate a Thiene, appunto in provincia di Vicenza, con l’accusa di aver progettato il rapimento del figlio 14enne della famiglia d’imprenditori Bassan-Bassetto.

Il piano, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prevedeva l’intervento di Stefania Paggin, 32enne di Rovigo, che materialmente avrebbe dovuto provocare un incidente stradale con la vettura condotta dalla madre del ragazzino e, utilizzando una pistola fornita dalla banda, procedere al sequestro di persona. Il piano prevedeva anche di chiedere un riscatto di 600mila euro.

La Paggin, pur avendo intrattenuto contatti con Massimo Silvestrin, secondo la ricostruzione dell’accusa la mente della banda, che agiva per far fronte ai debiti, si era rivolta ai carabinieri, aveva raccontato tutto e permesso l’arresto della banda. Il difensore di Gianfranco Gallani, Rachele Nicolin, ha sempre sostenuto che, senza l’azione della Paggin, il sequestro sarebbe stato impossibile e che quindi non si era arrivati nemmeno al livello del tentativo, ma questa tesi non ha finora consentito di far uscire Gallani dal carcere.

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