Via Oroboni e via Angelini «Troppi schiamazzi»
Petizione dei residenti consegnata al sindaco Tagliani e al questore Sbordone La gente bivacca in strada anche nelle ore notturne tra rumori e degrado
Hanno depositato ieri, con una cinquantina di firme, una protesta scritta al sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, e al questore, Antonio Sbordone, stanchi di dover passare notti insonni in una situazione, quella del vivere comune, che sta diventando ogni giorno sempre più difficile «dimostrando che siamo cittadini di Serie B».
Sono i residenti di via Oroboni e di via Rosa Angelini che, dopo la concessione di alcune licenze per attività commerciali, «ma la realtà è tutta un'altra cosa», scrivono nella nota, sono allo «stremo della sopportabilità e non hanno pace specie nelle ore serali e notturne» anche se durante il giorno la situazione non è delle migliori. «La concentrazione di extracomunitari in continuo arrivo e partenza con ogni mezzo è incredibile - si legge nella protesta - bevono e bivaccano lungo i marciapiedi, urla fastidiose e litigi sono all'ordine del giorno e davanti ad un negozio c'è una concentrazione inspiegabile di persone costantemente tutti i giorni, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alla chiusura», incalzano i residenti che, già a suo tempo, avevano presentato regolare esposto anche agli uffici della Polizia Municipale e dove chiedevano il rispetto dell'orario di chiusura dei negozi, ricevendo, per contro, una risposta dal Comandante Laura Trentini che sottolineava «genericamente che alcuni vincoli delle attività commerciali sono decaduti», orari che, come da regolamento comunale «debbono essere regolarmente esposti e ben visibili al pubblico» e, quindi, rispettati. Una risposta definita «insofferente e banale» dai firmatari i quali sottolineano «che in realtà è decisamente offensiva nei confronti di cittadini del quartiere che chiedono inutilmente, da anni, un controllo del territorio». E non si contano le continue liti, le denunce per schiamazzi e grida all'interno e all'esterno degli esercizi pubblici cui fanno riferimento ancora una volta i residenti. Ma non piace la risposta data dalla Polizia Municipale che recita: «alcuni esercizi collocati nella via Oroboni sono gestiti da stranieri di origini africane e propongono prodotti provenienti in massima parte dalla loro terra. Ciò crea inevitabilmente un'aggregazione di persone che, oltre ad acquistare prodotti locali, determinano, una comunità più o meno numerosa», una situazione “inevitabile” che i residenti non possono più tollerare, visto che i prodotti africani venduti sono principalmente birra ed alcolici di vario genere». Da anni la zona si trova in una situazione di degrado, scrivono ancora i residenti. «Chiediamo alle autorità controlli più precisi e costanti delle attività scolte che siano corrispondenti ai permessi concessi, compresi passaggi delle forze dell'ordine nelle ore serali».
Il tutto, a detta dei residenti, si ripercuoterebbe anche sulle locazioni degli immobili di proprietà, abbandonati dai proprietari o dagli inquilini esasperati dalla situazione, ma diventa anche «offensivo da parte delle istituzioni preposte quando si vuole presentare questi individui come una aggregazione di persone della stessa origine che determinano una comunità numerosa, fastidiosa, sgradevole e molesta. L'integrazione degli immigrati nella società - conclude la protesta - passa attraverso la funzione educativa, ma è indispensabile far rispettare le regole della convivenza».
Federica Achilli
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