La Nuova Ferrara

Ferrara

Lenzi: «Abbiamo agito con onestà e trasparenza»

di Marcello Pradarelli
Lenzi: «Abbiamo agito con onestà e trasparenza»

«Attendiamo gli esiti di questa indagine conoscitiva. Non abbiamo subordinato mai l’apertura di linee di credito alla sottoscrizione dell’aumento di capitale»

2 MINUTI DI LETTURA





«Attendiamo gli esiti di questa indagine conoscitiva. Sono sereno, alla fine quello che conta sono i fatti e noi abbiamo agito correttamente, con onestà e trasparenza». Sergio Lenzi, ultimo presidente della Carife prima del commissariamento, commenta così la notizia della Nuova Ferrara sull’apertura di un fascicolo relativa alle vicende di Carife negli anni precedenti al commissariamento deciso dalla Banca d’Italia nella primavera 2013.

La serenità di Lenzi, relativamente alla pratica dell’aumento di capitale da 150 milioni, non coincide con uno stato d’animo libero da affanni. Confessa di vivere «con amarezza questa stagione» dove le sorti della banca commissariata s’intrecciano con i sospetti, le voci, i veleni. Lenzi è colui che pur avendo avuto un peso in Carife (è stato presidente della Fondazione), una volta alla testa della banca aveva cercato di produrre una cesura rispetto alla gestione Santini-Murolo. Dal punto di vista documentale l’atto che forse più di altri certifica questo proposito è l’esposto che Lenzi presentò il 29 luglio 2010 a Milano, esposto da cui scaturì l’inchiesta e poi il processo (ancora in corso) sulle vicende di Vegagest. Probabilmente nel dossier della Procura di Ferrara - che attende l’esito del processo a carico dell’ex direttore generale Murolo - c’è anche quell’esposto di cinque anni fa insieme alle denunce più recenti di imprenditori (e non solo) e ai documenti raccolti dalla Finanza negli uffici della banca e nelle abitazioni di dirigenti e amministratori di Carife.

Si suppone che l’inchiesta - che al momento non vede indagati - scandaglierà anche i rapporti intercorsi tra Carife e alcuni imprenditori nella fase di sottoscrizione dell’aumento di capitale per verificare se vi siano state indebite pressioni da parte della banca per convincere gli imprenditori ad acquistare le nuove azioni.

Lenzi affronta l’argomento senza titubanze: «Non abbiamo mai subordinato l’apertura di linee di credito alla sottoscrizione dell’aumento di capitale, su questo ci sono state anche verifiche di Bankitalia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google