Parcheggio selvaggio nella Riserva naturale
C'è chi evita i parcometri sostando a due passi dal mare. Rischia rimozione e multa di 300 euro
LIDO SPINA. C’è qualcuno al Lido di Spina che in barba ai cartelli di divieto replicati in più punti del retrospiaggia, ha pensato bene di parcheggiare in spiaggia, lasciando l’auto a due passi dal mare. È quanto ci segnala, con foto estremamente eloquenti Cinzia Berveglieri che, lamenta la totale noncuranza dei divieti collocati nei pressi del bagno “Le Piramidi” dal Corpo Forestale dello Stato e dal Comune. «Siamo ai confini di una splendida area demaniale, dove una sbarra ci impedisce di arrivare con la macchina – scrive Cinzia -, perché qui, come si vede dal cartello, c’è divieto di transito. Ma, percorrendo a piedi il tratto che ci separa dalla spiaggia libera – prosegue la donna -, ci accorgiamo che alcuni automobilisti hanno parcheggiato sulle dune sabbiose, spostando la sbarra che impedisce l’accesso con grande facilità, dato che è solo appoggiata».
In tutto il retrospiaggia di Spina è stato esteso dall’11 aprile scorso il servizio dei parcheggi a pagamento e forse qualcuno ha voluto giocare d’astuzia, mancando però di rispetto all’ambiente e agli altri turisti che hanno pagato regolarmente il biglietto e che si sono incamminati a piedi verso la spiaggia. Ciò che salta agli occhi non è solo la presenza dei cartelli che prescrivono il divieto di transito e di campeggio, ma l’indicazione di “Area demaniale marittima” e di “Riserva Naturale.” Dalla Polizia Municipale arrivano le delucidazioni del caso, in quanto «quella che si vede nella foto scattata dalla turista è una strada bianca, che porta al bagno Jamaica e alle Vene di Bellocchio. La sbarra è posta al servizio dei mezzi della Brodolini, incaricati di effettuare tutti i giorni la pulizia dell’arenile. L’area in questione è demaniale marittima, ma insiste anche all’interno di una perimetrazione del Parco del Delta – spiega la Polizia Locale -, ritenuta riserva naturale dello Stato» Da Via Mascagni infatti, proseguendo verso sud, in direzione del camping “Spina”, si apre un’area boscata, che sconfina in provincia di Ravenna, sottoposta a vincoli e tutele paesaggistiche, in quanto riserva naturale. Come indicato dai cartelli, rimasti lettera morta per alcuni, in questa fascia di terra e di mare sono vietate tutte le attività antropiche (caccia, pesca, raccolta di fiori, molluschi e di tartufi, oltre che accendere sigarette o fiammiferi, staccare rami o gettare rifiuti a terra o diffondere musica, così come sono vietati l’attracco di natanti e la sosta o l’attraversamento con auto). Oltre alla rimozione forzata, il Codice della navigazione prevede una sanzione di 300 euro.
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