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il processo per il crac costruttori

Anche i vertici della banca dovevano essere indagati

Anche i vertici della banca dovevano essere indagati

I giudici d’appello: dirigenti concorrenti degli amministratori della Coop, come è accaduto in tanti altri casi

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Per decenni Alfredo Santini ha rappresentato uno dei pochi poteri forti di Ferrara, assieme a pochi altri: tra questi, Giovanni Donigaglia. Negli atti dei giudici che hanno motivato le condanne al processo per il crac Coopcostruttori vi sono alcuni passaggi (non ancora riportati) che riguardano le banche che finanziavano la Coop di Argenta, prima tra tutte Carife. E all’epoca, Santini ne era il numero uno. Scrivono i giudici, ragionando sul crac che «una volta dimostrata la falsità dei bilanci ed anche dando per dimostrato l’intento dei vertici degli istituti bancari di sostenere comunque la cooperativa, è (frase sottolineata nell’originale, ndr) del tutto evidente come in quel caso questi ultimi (i dirigenti bancari,ndr) avrebbero dovuto rispondere del reato in concorso con gli amministratori della società, come in altri casi accaduto (pagina 186 motivazieni,ndr)». Insomma, se Donigaglia è stato imputato di bancarotta, anche Santini avrebbe dovuto esserlo. E’ sorpreso l’ex presidente Carife quando gli citiamo il passaggio dei giudici: «Io indagato per il crac Coop? Non saprei neanche cosa dire, non dimentichiamo che quando parliamo di Costruttori parliamo della vita di Ferrara, non solo del partito comunista, tutta Ferrara era dentro la Coopcostruttori». Carife però era forse troppo vicina a Coop e Donigaglia: «Certo noi abbiamo forse guardato tutto questo in modo benevolo, non v’è dubbio. E quindi probabilmente dovevamo guardarci un po di più». Ma è facile dirlo oggi, spiega Santini: «Dobbiamo tornare a quell’ epoca, d’altronde non dimentichiamo cosa erano la Costruttori, e Donigaglia. Ormai era diventato come Gesù Cristo per la Spal, le fabbriche, l’economia, tutti erano dentro e vicino alla Coop. E quindi spesso, posso dire, avremmo dovuto guardaci meglio dentro le cose della Coop, da qui a concorrere in bancarotta...»

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