Ccsvi e sclerosi multipla: lavoro interdisciplinare e con mente aperta
E' il messaggio che arriva a Ferrara e in Italia da Cortina dove si è svolto il tradizionale raduno di malati e associazioni. Tra i relatori il professor Paolo Zamboni
CORTINA. «Affrontare la sclerosi multipla mediante un team multidisciplinare che deve lavorare in modo coeso, attento alle peculiarità di ogni singolo paziente e con mente aperta e libera da pregiudizi». E' il messaggio che arriva da Cortina d'Ampezzo, dove si è svolto il convegno "Verticale solidale", organizzato dalla Fondazione "Il Bene".
«Come ogni anno l’evento ha radunato moltissimi appassionati, malati e sostenitori della fondazione che si occupa di malattie neurologiche rare e neuro immuni - scrive l'associazione Ccsvi nella Sm, che sostiene gli studi e la ricerca del professor Paolo Zamboni, direttore del Centro di Malattie vascolari dell'Università di Ferrara - L’evento ha rappresentato un importante momento di incontro e confronto tra gli esponenti delle diverse associazioni che si occupano di Ccsvi (la patologia individuata e descritta dal prof. Zamboni che potrebbe essere correlata con la sclerosi multipla, ndr) e sclerosi multipla che hanno sostenuto l’iniziativa.
Un convegno è stato dedicato al tema “L’insufficienza venosa cronica cerebrospinale a sette anni dalla prima descrizione: un update”. L'incontro è stato aperto dal prof. Rabih Chattat, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna che ha approfondito il tema della comunicazione medico-paziente, quindi si sono avvicendati il prof. Paolo Zamboni, il prof. Pierfrancesco Veroux, il dott. Fabrizio Salvi ricapitolando le tappe e l’evoluzione negli anni della ricerca sulla Ccsvi.
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