Il consulente di Renzi, Luigi Marattin: a Ferrara torna la vecchia politica
L'ex assessore: giuro sulla Juve, non aspiro a incarichi locali. Dico solo la mia preoccupata opinione
FERRARA. Non fa nessuna retromarcia Luigi Marattin, anzi in questa intervista alla Nuova Ferrara rincara la dose rispetto alle affermazioni fatte sabato sera alla festa del Pd a Francolino. L’ex assessore comunale al bilancio - oggi consigliere economico del premier Matteo Renzi - ritiene che l’attuale giunta Tagliani abbia cambiato impostazione (più tasse per finanziare la spesa) rispetto ai tempi di Marattin (più tagli alla spesa per ridurre le tasse, tanto per semplificare).
Marattin che attacca l'operato della giunta Tagliani, Tagliani che risponde per le rime al suo ex "ottimo collaboratore". Cosa c'è dietro questa polemica estiva?
La politica con la "p" minuscola è quella per cui quando qualcuno parla non ci si concentra mai sulle cose che dice. Si preferisce chiedersi "ma a quale poltrona sta mirando?". E a farsi queste domande sono spesso coloro che ambiscono parecchio a quei ruoli, anche perché altrimenti non avrebbero di che vivere (non è ovviamente il caso di Tiziano). Allora me lo faccia dire subito chiaro e tondo. Io non aspiro - né aspirerò in futuro - a nessun ruolo politico-amministrativo a Ferrara. Lo giuro sulla Juve. Detto questo, ora ho il permesso di parlare? Posso dire la mia su tasse, spesa pubblica, gestione dei servizi pubblici senza che nessuno si allarmi o mi denunci per lesa maestà? Io non ho vissuto i 4 anni di assessore a Ferrara come un autobus per andare a fare altro. Li ho vissuti come mio piccolo contributo a instaurare una mentalità nuova di gestione dei soldi pubblici. Se vedo che la mentalità sta tornando quella di prima, posso dirlo o devo prima avere un'autorizzazione?
Non poteva dirlo in altri modi?
Per tutto l'inverno ho condiviso le mie preoccupazioni con molti, tra cui il segretario provinciale Luigi Vitellio. Stare in un partito significa questo. Luigi è stato molto gentile, annuiva e sorrideva. Nonostante ciò, la giunta ha deciso di proseguire l'opera di "rottamazione" di quanto fatto negli anni precedenti. Ed è suo pieno diritto, ci mancherebbe. Ma quando ad una festa del mio partito mi è stato chiesto se condividevo le decisioni assunte, ho detto quello che penso, motivando nel merito e precisando che non metto bocca in decisioni che non competono. A fronte di questo, le pare normale che Sindaco e Segretario provinciale bollino tutto ciò con termini come "sparate" e "provocazioni"? E che ho fatto, mi sono denudato e ho cantato YMCA? Io sono cresciuto in una cultura politica che faceva del confronto di merito una occasione di ricchezza. Loro sembrano cresciuti in una cultura politica diversa. Piuttosto, fossi in loro, mi preoccuperei dell'applauso che - ad una festa del Pd, tra la nostra gente - ha accolto quelle mie pacate affermazioni.
Pensa che l'attuale giunta stia demolendo quanto costruito da Marattin? Le opposizioni dicono che il taglio delle tasse di fine legislatura fu pura propaganda elettorale che ora viene pagata con la manovra da 8 milioni. Se è così nè è responsabile anche l’allora assessore Marattin.
Nei 4 anni precedenti abbiamo ridotto la spesa corrente, abbassato le tasse (unico comune in Italia), abbattuto il debito, risanato le aziende, avviato una stagione di razionalizzazione del pubblico. Il tutto in modo sicuro e sostenibile. Dopo la mia partenza la giunta ha legittimamente deciso di cambiare rotta. Il governo ha tagliato fondi per 2,9 milioni di euro, che si potevano coprire vendendo le azioni Hera e alcune società partecipate, destinando i proventi ad abbattere il debito e risparmiando così spesa corrente. Le esternalizzazioni nel settore scolastico avrebbero fornito ulteriori risorse, e avrebbero attuato quello che il Pd di Ferrara da anni dice in ogni gruppo sul welfare, conferenza programmatica, ecc. Era il piano che avevo consegnato a Tiziano prima di rassegnare le dimissioni. La giunta ha scelto di bloccare vendita di società e esternalizzazione, e alzare le tasse non per 2,9 milioni ma addirittura per 8 milioni. Hanno provato a dar la colpa al Patto di Stabilità che invece il governo Renzi, tra mille sacrifici, ha abbattuto del 60%. La verità è che si vuol tornare a spendere. Benissimo. Ma posso dire che non sono d'accordo?
Il concorso per il ruolo di direttore "senza laurea" della Holding Ferrara Servizi l'ha firmato il professor Francesco Badia, che proprio lei aveva segnalato per la presidenza della Holding. Anche Badia l'ha deluso, relativamente a questa vicenda?
L'impostazione della scorsa consiliatura era - in generale - gestire le aziende comunali come si fa nel 21º secolo, e non lasciarle in mano a brutte copie di Cirino Pomicino degli anni 80. Quella è una stagione finita, e così lo sono i suoi interpreti. Non entro nel merito del bando e di chi secondo la versione ufficiale l'avrebbe deciso, così come sono sicuro che si sceglierà il migliore. Tuttavia mi chiedo perché non sia stata resa nota l'identità dei commissari - e i loro rapporti con l'attuale gestione della Holding - che dovranno scegliere il vincitore. L'unico precedente noto in materia è il processo a Saddam Hussein, in cui non fu resa nota l'identità dei giudici. Se mi consente una battuta, spero per il vincitore che non finisca allo stesso modo.
Tagliani dice che continuerà a ridurre costi e a tagliare le tasse se il governo che ha come consigliere economico un certo Marattin non massacrerà i Comuni virtuosi a vantaggio dei Comuni furbetti.
Il governo Renzi - consigliato da un certo Marattin ma questo è irrilevante - ha ridotto il Patto di Stabilità del 60% (e in misura maggiore per i comuni virtuosi), ha ridotto il taglio per i comuni terremotati, ha dopo 74 anni restituito allo Stato le spese giudiziarie, ha abbandonato il criterio della spesa storica per introdurre i costi standard, ha abolito la norma secondo cui se un comune vende un immobile deve girare il 10% del ricavato allo Stato. Tutte cose meritocratiche e tutte cose che hanno beneficiato il Comune di Ferrara. Forse Tiziano era impegnato in altro e non se n'è accorto. Capita, leggo che è molto impegnato.
Tagliani l'ha definita un "Varoufakis in salsa liberal". Si è sentito più offeso o più divertito? O è la reazione di un sindaco punto nel vivo?
Ma figuriamoci. Tiziano è un amico, e la mia porta per lui sarà sempre aperta qui a Roma. Ci chiariremo di fronte ad una birra, se necessario. Ho letto del paragone fisico con Varoufakis, mi sono offeso solo perché io ho ancora un po' di capelli e sono più bello. Se dovessi poi ironizzare io sulle somiglianze fisiche di Tiziano, finirei per ricorrere non all'Eurogruppo del 2015, bensì al Drive In del 1985. E riguardo alla salsa…beh, non proprio liberal, diciamo.
Ha attaccato anche la politica dell'Asp asserendo che si occupa di faccende che non le competono? Quali?
Ci deve essere un equivoco, quella frase (che non condivido) è stata pronunciata da Valentina Castaldini di Ncd, non da me.
Lei è appena tornato da Bruxelles (Marattin era al seguito del premier Renzi per l’affare Grecia), come finirà? Grexit o accordo in extremis?
La situazione è complessa. Credo che in ogni caso affronteremo un brutto precedente. In caso di Grexit (che ritengo drammatica in primo luogo per il popolo greco, che dovrà in quel caso sopportare più austerità, e non meno!), sarà evidente che il sogno politico europeo può spezzarsi. In caso di un accordo che non comporti riforme serie in Grecia e un’equa ristrutturazione del debito, sarà evidente che in Europa si può stare anche senza rendere competitive e moderne le nostre economie e senza pagare i debiti. Per questo il Governo italiano spera in una terza opzione: un accordo che implichi profonde riforme in Grecia, e magari il cambiamento di quelle regole fiscali europee che non funzionano più, un tema di cui ho parlato la settimana scorsa al Meccanismo Europeo di Stabilità (il cosiddetto Fondo Salva Stati). Ma anche qui occorre precisione e dibattito di merito, non slogan orecchiabili e pieni di menzogne di cui in questi giorni sono pieni i social e i media.
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