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«Noi il bagno lo facciamo lo stesso»

«Noi il bagno lo facciamo lo stesso»

Lido Spina: tutti in acqua nonostante il divieto e i cartelli non ci sono. Le prime analisi sembrano incoraggianti

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LIDO SPINA. La colonnina di mercurio sfiorava già i 30 gradi ieri a metà mattina e anche sulla spiaggia del Lido di Spina tantissimi erano i bagnanti a mollo, benché nel tratto compreso tra i bagni Haiti e Virna, ossia dal numero 47 al 57 compreso, fosse in vigore l’ordinanza di divieto di balneazione. A mezzogiorno buona parte dei cartelli piantati in mare la sera prima con il simbolo del divieto di immersione erano già spariti. Bruno Massimi, turista romano da anni frequentatore del Lido di Spina con tutta la famiglia, appena risalito a riva dopo un bagno, ammette che «pensavo che il divieto fosse dovuto alla presenza di alghe e invece no, il mare è limpido. Però il divieto dovrebbe valere per tutta la spiaggia e non solo in un tratto di 300 metri o poco più». I bagnini di salvataggio non hanno fatto altro che informare i turisti della presenza del divieto, «ma non possiamo mica puntare loro addosso il fucile – si è sfogato uno di loro - se disobbediscono alle prescrizioni che diamo. Dal Logonovo sino al bagno 46 svettava su tutti i pali vicini alle torrette di controllo la bandiera bianca, associata a quella gialla, perché «la prima da l’ok per andare in acqua – ha spiegato un altro bagnino - mentre la seconda segnala presenza di vento da terra e quindi non si possono utilizzare gommoni, perché potrebbe essere pericoloso». Era invece stata issata la bandiera rossa nei bagni interessati dal divieto di balneazione, adottato obbligatoriamente dal Comune martedì sera, dopo la riunione d’urgenza con le cooperative degli stabilimenti balneari e con le associazioni di categoria, convocata per condividere le risultanze dell’ultimo prelievo a mare eseguito dall’Arpa. Davanti al gazebo-bar posto all’altezza del bagno Baia di Maui ha preso quota la discussione e mentre uno assicurava che «ho già fatto un bagno questa mattina presto e tornerò a tuffarmi», un altro ha commentato che «Lo sappiamo bene da dove arrivano gli enterococchi fecali. Non sono di natura umana, che vadano a controllare gli allevamenti verso nord. Poi il Po trascina tutto a mare e a seconda delle correnti oggi è toccato a noi e l’altra volta a Porto Garibaldi». È di meno di un mese fa il precedente provvedimento di interdizione temporanea della balneazione, adottato sempre dal sindaco sulla base dei campionamenti effettuati dall’Arpa, per lo sforamento dei parametri riguardanti gli enterococchi intestinali. «Rimango con i bimbi fino al 18 luglio qui in vacanza – è intervenuta Elena Bellettini di Fidenza – e con questo caldo andiamo tutte le mattine a nuotare e l’acqua è talmente limpida e non ci trovo nulla di male. Non vede? Sono tutti a mollo!» I nuovi prelievi avrebbero fornito dati incoraggianti e quindi per la revoca dell’ordinanza sarà sicuramente questione di ore, per la gioia di tutti, operatori ed enti locali compresi.

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