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Ferrara e la Carife Al credulòn e l'abnorme scaricabarile

L'EDITORIALE DEL DIRETTORE,  STEFANO SCANSANI

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FERRARA. È capitato che il commissariamento sia stato allungato sino alla fine di questo mese, che alcuni istituti interessati all'acquisto abbiano fatto dietrofront o si siano perduti in altre preoccupazioni; che la Fondazione Carife abbia battagliato per trovare altri acquirenti; che il sindaco si sia speso per una soluzione; che il nostro giornale abbia scritto delle indagini della procura.

Metto in fila alcuni eventi che si sono succeduti nel tempo per immaginare come e perché la milionaria richiesta di risarcimento, non sia mai trapelata. Non abbia mai indotto qualcuno a parlarne. A dire che è stellare, sbagliata, galattica, inaccettabile, ingiusta… Allora è bene analizzare a ritroso alcune dichiarazioni per avere l'idea chiara dell'abnorme scaricabarile, dello strategico palleggio. Ad esempio, mercoledì, l'ex presidente Lenzi nel commentare l'indagine della procura dichiarò: «Attendiamo gli esiti di questa indagine conoscitiva. Sono sereno, alla fine quello che conta sono i fatti e noi abbiamo agito correttamente con onestà e trasparenza». Lenzi aggiunse il suo stato d'animo, confessando di vivere con amarezza questa stagione dove s’intrecciano i sospetti, le voci e i veleni.

Giovedì è toccato al suo predecessore Alfredo Santini che ha presieduto l'istituto per un periodo largo. Ha detto due cose che fanno riflettere, molto.

Si è vantato: «Unico presidente in tutta Italia, non facevo passare nessuna delibera se non aveva l'assenso di cda e collegio sindacale, altrimenti non la davo per buona». Responsabilità collettiva, quindi. Ma Santini ha confessato d’essere stato un “credulòn”, uno che si fidava troppo, tanto da essere tradito in stima e fiducia. Mai un nome. Parla solo di “qualcuno” che spera “sia preso a pedate nel culo”. Credulone forse, ma determinato nelle punizioni da infliggere. Eppure presidente vuol dire presiedere, designa colui che siede avanti a tutti. Nell'attesa che conti e giustizia ci raccontino ogni verità, i ferraresi dovrebbero riflettere sullo straordinaria creatura, mamma, mammella, salvadanaio, superpotenza finanziaria presieduta da un “credulòn”. Com'è possibile?

Stefano Scansani

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