Pesce non regolare. Sequestrati otto quintali
Porto Garibaldi, diverse operazioni dei marinai in porto e nei negozi Multe per 10mila euro
Ottocento chili di pesce sequestrato, oltre 10mila euro in multe e confisca di attrezzi da pesca per circa 15mila euro: è il bilancio delle operazioni portate avanti in questi giorni a Porto Garibaldi da parte dei marinai della capitaneria di porto.
Prosegue infatti senza sosta l’attività della guardia costiera finalizzata al contrasto della pesca illegale ed alla commercializzazione di prodotti ittici fuori norma. Con tre distinte operazioni, tutte eseguite appunto a Porto Garibaldi, sono stati sequestrati oltre ottocento kg di prodotti ittici misto a scarti di lavorazione del pescato, sono state elevate sanzioni amministrative per circa diecimila euro e sono stati confiscati attrezzi da pesca per un valore complessivo di quindicimila euro.
Nello specifico, due operazioni sono state eseguite in orario notturno da personale imbarcato sul battello veloce in dotazione che è intervenuto per intercettare e controllare imbarcazioni intente ad esercitare pesca abusiva all’interno del canale di Porto Garibaldi sulle quali risultavano illegalmente installate postazioni e attrezzature per la pesca professionale.
Allo stesso tempo il personale dipendente, operando congiuntamente al personale del Servizio veterinario della Ausl di Ferrara, ha portato avanti alcuni controlli in diversi esercizi commerciali e punti di ristorazione accertando la commercializzazione di merce non destinabile al consumo umano e priva delle necessarie informazioni in materia di tracciabilità del prodotto ittico.
Un lavoro di indagine che va avanti da qualche tempo e che ha avuto i risultati sperati.
Ricordiamo che dal 26 luglio al 6 settembre barche all’ormeggio per il fermo pesca biologico retribuito. Come ormai avviene da una trentina d’anni, il fermo non è stato istituzionalizzato ma procede tramite atti estemporanei annuali. D’accordo con il Ministero delle risorse alimentari, le regioni bagnate dal mar Adriatico hanno optato per questi indispensabili 40 giorni: poco più di un mese per permettere ai pesci di ripopolarsi e tornare abbondanti, sia nel mare che nelle nostre tavole.
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