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«Ci aiuti l’altro Fabbri a sistemare l’ospedale»

«Ci aiuti l’altro Fabbri a sistemare l’ospedale»

Comacchio lo sfogo del sindaco: qualcun altro ha scelto la poltrona più comoda «Parlare del Pd è come mettere un cerotto a un morto, io continuo a lavorare»

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COMACCHIO. Botta e risposta: il dibattito a Comacchio diventa sempre più acceso. «Oggi arrivano i bacini della “smemorata” Lega Nord - tuona il sindaco Marco Fabbri - A proposito di ospedale, quando nel 2013 Alan Fabbri era sindaco di Bondeno, sul piano di riorganizzazione della sanità su 26 sindaci del ferrarese, l’unico voto contrario fu il mio. Lui si astenne, non appoggiando Comacchio, ma guardando solo al suo orticello di Bondeno. Di fatto un accordo con il Pd con la promessa di ricostruire la sua casa della salute. Adesso che è in Regione dove si decidono le sorti degli ospedali (e rappresenta tutti) che faccia qualcosa per Comacchio. Se riesce ad aiutarci per riaprire l’ospedale, per penitenza, mi metto il fularino verde e vado a Pontida con lui». E aggiunge, «si è visto in campagna elettorale come gli altri e poi più; io qui ci sono tutti i giorni su una poltrona molto più scomoda della sua (ma lui lo sa, dato che ha preferito la Regione e il nuovo stipendio dimettendosi da sindaco)». E ne ha anche per la Tomasi: «Dell'esponente comacchiese leghista, ex vicesindaco Maura Tomasi invece dico che è ricordata per un guinness dei primati. Aver contribuito all’ottimo risultato ottenuto in appena 1 anno: aver vinto le elezioni e quasi instantaneamente fatto commissariare dalla Prefettura l’Ente buttando alle ortiche la possibilità per il centrodestra di cambiare Comacchio, o meglio l’ha paralizzato per quasi 3 anni. E poi come amministratore è anche ricordata per...nient’altro. La Lega è sempre quella dei diamanti, dei lingotti e che fino a ieri ha governato 20 anni con Berlusconi. Il Pd...cos’è il Pd? (S)Parlare del Pd è come mettere un cerotto a un morto». «Io continuo a lavorare tutti i giorni per Comacchio, dialogo e mi confronto con tutti ma non mi alleo con nessuno mettetevelo in testa, cari partiti. Le elezioni sono lontane e ancora di più sono ampie le distanze da parte mia da tutti questi partiti che hanno rovinato l’Italia. Avervi tutti contro è una cosa fantastica e mi rassicura che siamo sulla strada giusta perché io voglio stare a Comacchio, le grandi città non fanno per questo Fabbri. Good morning Vietnam, ops, Comacchio». E dopo quest’ultima frase, arriva puntuale la vignetta di Jumpee: «Il sindaco agli attacchi degli avversari non risponde più piccato e saccente come un tempo; adesso si affida all’ironia. Oggi risponde ai Celti della Bassa: Good Morning Comacchio? Mo mama..»

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