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Minacciati gli operatori dei Servizi sociali

Minacciati gli operatori dei Servizi sociali

Presi di mira da un uomo. Necessario l’intervento della polizia municipale

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CENTO. Minacce e una aggressione verbale. È quanto hanno dovuto subire mercoledì, da parte di un uomo che si è recato negli uffici, gli addetti dei Servizi sociali del Comune. Al punto che è stato necessario l’intervento degli agenti della polizia municipale per tutelare l’incolumità del personale. Una vicenda che ripropone la difficoltà in cui si trovano a operare gli addetti dei Servizi sociali. E a confermare gli episodi di aggressività nei confronti degli operatori, l'assessore Massimo Manderioli: «L'ultimo episodio è accaduto mercoledì, ma già due settimane prima vi sono state persone che si sono rivolte agli operatori del servizio di via Malagodi, con pretese arroganti e con modi molto aggressivi. Una violenza che si ripete troppo spesso. La richiesta ricorrente di queste persone, è che i soldi dei contribuenti centesi vengano dati loro senza una programmazione o un progetto entro i quali, come da nostra prassi, vengono inseriti. Vedere il servizio sociale come un pronto cassa o un dispensatore di risorse, servizi o beni, a cui rivolgersi in caso di necessità, non fa di certo parte dello stile e neppure delle finalità del servizio sociale». Dopo l'ennesimo episodio, Manderioli ha inviato una lettera al dirigente di settore Zuntini: «Ho espresso nei confronti del dirigente e degli operatori, la mia piena solidarietà, riservandomi di incontrarli al più presto. Il fatto è già stato segnalato alle forze dell'ordine, e in merito incontreremo presto anche i sindacati». Manderioli poi è chiaro: «Al momento dell'insediamento, l'idea era di apportare importanti cambiamenti all'insegna del miglioramento funzionale e della sostenibilità ai servizi alla persona. Ritenendo la sede di via Malagodi del tutto inadeguata a un servizio sociale professionale, in quanto tra le altre, priva di filtro per l'utenza che ha accesso (come invece è oggi dotato lo sportello polifunzionale e sociale in via 4 Novembre), il piano era quello di trasferire la Gafsa nella sede del Giudice di pace. Poi il sisma ha scombinato i programmi. Il progetto non è tramontato, ma vi sono difficoltà che contiamo di superare». Di fronte a episodi che si ripetono «fin troppo spesso» e che vedono presi di mira anche gli amministratori comunali, Manderioli ribadisce «che rivolgersi agli operatori con la violenza e con le minacce, non porta a nulla. L'assessorato si trova a gestire i soldi dei contribuenti, e i centesi devono avere garanzie che venga rispettata la mission dei servizi sociali: prima la tutela degli anziani, dei disabili e dei minori, poi si progetta il resto». Sulla vicenda interviene anche la Fp Cgil provinciale, esprimendo «vicinanza e solidarietà a tutte le operatrici ed operatori che quotidianamente operano in prima linea per dare una risposta, sempre più difficile a causa dei sempre maggiori tagli alle politiche sociali ad opera del governo, a quella parte della cittadinanza che subisce con più "violenza" gli effetti della crisi. Episodi analoghi sono avvenuti anche a Copparo e in tutti gli altri comuni. Siamo consapevoli - continua la Fp Cgil - che i Comuni vivono un momento economico difficile ma siamo convinti che la dovuta attenzione a servizi di questa natura non debba mai venire meno anche attraverso scelte politiche, occupazionali e organizzative che diano una risposta a utenti e a operatori». (b.b.)

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