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Sarà "guerra dei soldi": in gioco i patrimoni

Sarà "guerra dei soldi": in gioco i patrimoni

Le maggiori dinasty ferraresi, da Manuzzi a Fava, sono chiamate in causa

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Il barista dell’angolo ti serve il caffè e si stampa in viso un ghigno quasi soddisfatto: «Ma allora ci sono proprio tutti quelli che contano!» esclama alludendo al giornale aperto sul bancone e al lunghissimo elenco dei 31 ex amministratori chiamati in causa dall’azione dei commissari per 309.5 milioni. Sì, ci sono tutti, e non potrebbe che esser così, perchè - come sempre accaduto - gli organi sociali e direttivi di Carife sono stati occupati dalle personalità più rappresentative del mondo economico della provincia ferrarese. E quelli chiamati oggi in causa dai commissari sulla mala gestio di Carife dal 2007 al 2013 rappresentano un’intera classe dirigente che ha governato l’economia ferrarese e non solo. Questo aspetto contiene un risvolto non secondario per lo sviluppo di questa vicenda: i commissari chiederanno cifre astronomiche ad alcuni dei rappresentanti delle dinastie economiche e industriali più in vista del territorio, persone “liquide” tra i principali contribuenti ferraresi. In pratica, si va verso una battaglia di soldi “vera”, senza esclusione di colpi ma anche senza un esito segnato negativamente in partenza per chi andava a battere cassa, come successo ad esempio nella vicenda Costruttori. Bisogna poi tenere conto che un folto gruppo di questi ex amministratori, quelli in carica nell’ultimo periodo, devono già difendersi dalle sanzioni Bankitalia, 1 milione di euro la richiesta complessiva.

Nella lista ci sono infatti ex presidenti dell’Unione industriali Ferrara, Ennio Manuzzi, Mauro Barzetti e Riccardo Fava, i primi due chiamati in causa come ex vicepresidenti della Cassa, il terzo consigliere (per Barzetti, deceduto, i commissari chiamati in causa i suoi tre eredi). Ceramica Sant’Agostino, Sitie e gruppo Fava sono le realtà industriali di riferimento. Anche Simonetta Talmelli, titolare della Famar, attuale presidente delle Piccole industrie Emilia-Romagna di Confindustria, Teodorico Nanni e Renzo Ricci fanno parte da sempre del gotha industriale ferrarese. Tra gli imprenditori agricoli si possono citare Sergio Lenzi, ex presidente prima della Fondazione e poi della banca, Mario Guidi, attuale presidente nazionale di Confagricoltura, e Massimo Marchetti. Il mondo delle imprese artigiane è rappresentato da Paolo Govoni, attuale numero uno della Camera di commercio, e Aleandro Capatti. Del mondo dei supermanager italiani fa parte Luigi Roth, già numero uno di Fiera Milano e Ansaldo Trasporti, ex presidente di PopRoma (gruppo Carife).

Poi c’è la lista dei funzionar i di alto bordo, alcuni dei quali sono stati protagonisti per lustri dei giochi di potere del mondo economico e finanziario ferrarese. Si tratta dei segretari di Confartigianato e Cna, Giuseppe Vancini e Corradino Merli, e dell’ex direttore di Unione agricoltori, Tiziano Artioli. Dal mondo bancario vengono Daniele Forin, attualmente vicedirettore di Cariravenna, e Giuseppe Grassano, gli ex direttori di Carife chiamati in causa dai commissario (per Gennaro Murolo è aperto un capitolo giudiziario a parte). In lista anche lo storico presidente Alfredo Santini.

Infine ci sono i professionisti, cioè gli ex consiglieri Marco Berti, Antonio Bondesani (al top dei danni in quanto pluririnnovato) e Andrea Calamanti (richiesta ai minimi per lui, si dimise in contrasto con le politiche di credito). La lunga lista degli ex sindaci, tra i quali alcuni dei più noti commercialisti ferraresi: Luigi Argentini, Valter Bignozzi, Paolo Lazzari, Stefano Leardini, Andrea Malfaccini e Marco Massellani.

Da considerare anche, in prospettiva-risarcimenti, il ruolo della Deloitte&Touche.

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