«Se la cultura è di livello cresce anche il paese»
Copparo, il bilancio della vicesindaco Berneschi ad un anno dall’insediamento Il “caso Provincia”, il ruolo del teatro e una nuova idea di concepire lo studio
COPPARO. Ad un anno dall'insediamento si può già fare un primo bilancio di questa legislatura. Cominciamo con il vicesindaco Martina Berneschi: «Un anno dall'insediamento - ha detto la vicesindaco - consente di fare le prime verifiche, ma non è un periodo abbastanza lungo per bilanci approfonditi. Abbiamo chiuso alcune situazioni che consentivano interventi in tempi rapidi, ma sul medio periodo abbiamo tanti programmi in fase di sviluppo, per valutare i quali sarà necessario aspettare. Per quanto mi riguarda- ha proseguito la Berneschi- rispetto alla scorsa legislatura mi sono state affidate, oltre a quelle per lo sport, associazionismo e le pari opportunità, deleghe che già avevo, anche quella di vicesindaco, quella alla scuola e al personale. Abbiamo diversi percorsi importanti da affrontare. Per esempio, la necessità di assumere da coniugare con quella di assorbire i dipendenti della Provincia. Se a noi servono degli educatori, tra i dipendenti provinciali in mobilità non necessariamente ve ne sono, e questo complica tutto. Ci stiamo lavorando, per garantire servizi di miglior livello possibile ai cittadini».
La cultura è un altro dei punti che caratterizzano il programma di questa giunta comunale. «Stiamo cercando - dice ancora la vicesindaco - di far passare la nostra idea che la cultura non è una spesa, ma un investimento. Per esempio il teatro, aperto tutti i giorni dell'anno e che diventi il teatro della stagione, che i corsi, le scuole, le associazioni che poi possono utilizzarlo per autofinanziamento. Ma anche la biblioteca: noi siamo uno dei pochi comuni che non solo non ha ridotto la spesa per l'acquisto di libri, ma che l’ha incrementa. Noi cerchiamo di proporre ai cittadini qualcosa che sia di più di un posto dove si tengono vecchi libri - conclude la Berneschi - , ma dove ci si incontra, si legge, si scambiano informazioni».
Alessandro Bassi
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