La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

Carife, verso la vicepresidenza ferrarese

 Carife, verso la vicepresidenza ferrarese

Il nuovo Cda espressione del Fitd garantirà un consigliere scelto nella rosa della Fondazione: in pole c’è Cesare Capatti

2 MINUTI DI LETTURA





L’onda lunga dell’azione di responsabilità intentata dai commissari Carife nei confronti degli ex amministratori, che suona come messa sotto accusa dell’intero sistema economico ferrarese, è arrivata anche nei palazzi romani nei quali si decide il futuro immediato della banca. Nei prossimi giorni il Fondo interbancario di tutela dei depositi dovrà decidere il telaio e i contenuti della nuova governance della banca, che sarà poi insediata dopo l’assemblea di aumento di capitale di fine luglio. L’orientamento che sembra emergere a Roma riferisce di un Cda snello, a cinque componenti, con un presidente di garanzia e un amministratore delegato espressione dei soci forti del fondo (a partire da Banca Intesa e Unicredit); tra gli altri consiglieri è prevista la presenza di un ferrarese, espressione del mondo economico e finanziario, e indicato dalla Fondazione Carife. La principale conseguenza del clamore di questi giorni è ovvio: nessuno dei 31 ex amministratori coinvolti nell’azione di responsabilità può aspirare a questo ruolo. Il corollario sta nel fatto che Bankitalia metterà ogni nominativo sotto una lente ancora più spessa, per valutarlo sotto ogni aspetto.

In pole nella rosa che ha in mente Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione, probabilmente per il ruolo di vicepresidente, c’è Sergio Cesare Capatti, che della banca e del potere economico ferrarese sa tutto ma da molto tempo, per la precisione dall’inizio degli anni Duemila, non ricopre incarichi in corso Giovecca. In quegli anni Capatti, già vice della banca dopo essere stato presidente del Credito Agrario, e segretario Dc, divenne presidente di Cedacri, il principale fornitore di servizi informatici delle banche italiane, e negli ultimi 7 anni anche di Unifidi Emilia Romagna (appena uscita da un’ispezione Bankitalia). In questi mesi in Fondazione ha fornito indicazioni, sulla strategia nei confronti di Popvicenza ad esempio, che Maiarelli ha poi seguito. Tutto dipende, a questo punto, da che tipo di profilo cercano gli uomini del Fondo e di Bankitalia. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google