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«Un nuovo centro islamico e la moschea»

«Un nuovo centro islamico e la moschea»

Cento, la comunità musulmana sta acquistando un capannone. Porte aperte per l’Iftar: l’integrazione qui è realtà

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CENTO. Per la comunità musulmana di Cento, in arrivo una nuova sede. Sarà nella zona di via Risorgimento e ospiterà un nuovo centro di cultura islamica, aperto a tutti. In corso l'iter per l'acquisto di un capannone di proprietà privata. Ad annunciare l'importante passo, Adderrahim Faisel e Nordine Kacimi, rispettivamente presidente e segretario del Centro Culturale per la Convivenza di Cento, in occasione dell'Iftar. La festa per la rottura del digiuno durante il Ramadan si è tenuta sabato sera nell'attuale sede di via Falzoni Gallerani, uno spazio ormai troppo stretto e strutturalmente inadeguato non solo per accogliere tutta la comunità islamica centese che si riunisce per la preghiera durante il mese del Sacro Ramadan, ma anche per organizzare iniziative ed eventi. Organizzato in collaborazione con la Federazione Regionale Islamica dell’Emilia-Romagna, al pasto serale consumato per interrompere il loro digiuno quotidiano, hanno partecipato sabato sera il vicesindaco Massimo Manderioli, monsignor Stefano Guizzardi e una rappresentanza dei carabinieri di Cento. Presenti all'iniziativa, ben cinque Imam della Scuola Coranica arrivati dal Marocco e due professori universitari inviati attraverso la Confederazione Islamica Italiana, il console del Marocco in Italia il dottor Idriss Rochdi, arrivato da Bologna con il vice, e il presidente della Federazione Regionale Islamica Mountassin Hamad. «Questa – spiegano Faisel e Kacimi del Centro culturale per la Convivenza di Cento – è la prima volta che organizziamo una festa in occasione dell'Iftar, una festa che vuole diventare una tradizione, un'occasione d'incontro non solo per noi musulmani, ma anche tra la comunità islamica e quella cattolica, e tutte le realtà centesi. Porte aperte quindi all'integrazione e alla reciproca conoscenza». Unico limite, fanno notare, oggi è lo spazio, che manca. L'attuale sede, in via Falzoni Gallerani è sufficiente si e no per gli uomini. In occasione della preghiera infatti, in cui uomini e donne devono stare separati, per le donne è stata riservata un'area esterna all'immobile. Un contratto d'affitto ormai scaduto, quello dell'edificio, rinnovato grazie all'interessamento del Comune e per un breve periodo, in attesa del trasferimento nella nuova sede. Per i tempi, i referenti del Centro culturale sono precisi: «L’iter di acquisto dovrà concludersi entro il 2015. Situata in una posizione strategica, visto che sarà vicino al centro di Cento, la nuova e ampia sede ci consentirà di avere spazi adeguati per realizzare iniziative che puntano all'incontro, alla conoscenza e alla pacifica convivenza tra culture e religioni. Tra queste, un corso gratuito per l'insegnamento della lingua araba agli italiani, oltre a proseguire l'insegnamento dell'arabo ai bambini, oggi circa 70, per ridurre il conflitto tra i genitori e le nuove generazioni nate in Italia». Consapevoli del rischio che l'arrivo di una nuova moschea in città, possa suscitare pareri discordanti, i referenti dell'associazione, nata 4 anni fa e che oggi conta circa un centinaio di iscritti, ribadiscono: «Ormai la comunità islamica è una realtà italiana e centese. È inutile negarlo. E non deve essere vista come fonte di pericolo. In fondo poi, la moschea e il centro di cultura islamica rappresentano, anche nella nostra comunità, uno strumento di controllo. Più semplice sarà individuare chi, tra noi, non condivide gli obiettivi, che sono il rispetto reciproco e la pacifica e costruttiva convivenza». Dal Comune poi, rappresentato dal vicesindaco Manderioli, tutto l'impegno ad agevolare le pratiche e i percorsi autorizzativi per mettere quanto prima a disposizione la nuova sede.

Beatrice Barberini

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