Carife, giovedì la firma In arrivo i dati di bilancio
Ieri round di trattative con i sindacati: leasing e dirigenti ultimi nodi da sciogliere I risparmi sul personale incidono anche sul piano industriale dei commissari
Mentre nei palazzi di potere si coglie l’eco dell’indiscrezione sulla possibile candidatura di Sergio Cesare Capatti al posto “ferrarese” nel futuro Cda di Carife, ieri ha fatto ulteriori passi in avanti la trattativa sugli esuberi di personale, tanto che i sindacati ritengono ormai probabile la conclusione nel prossimo incontro plenario, già fissato per giovedì alle 11 alla presenza dei segretari nazionali. «Siamo sufficientemente soddisfatti» è il giudizio che filtrava ieri pomeriggio dai rappresentanti aziendali delle sigle impegnate nelle trattativa, che hanno avuto come controparti solo i dirigenti, con il commissario Giovanni Capitanio presente solo per un saluto introduttivo. C’erano da limare alcuni punti dell’articolato, tra i quali restano un paio quelli dove vanno sciolti i nodi. Il primo riguarda le garanzie nei confronti dei dipendenti di Commercio e Finanza di Napoli, tra i quali solo un paio potrebbero rientrare nel piano di 60 esuberi volontari che resta alla base del possibile accordo, mentre per gli altri i sindacati chiedono garanzie in vista di un trasferimento a Ferrara. Il secondo punto è il numero e l’identità dei dirigenti inseriti negli esuberi, piuttosto delicato anche perché elemento di dissidio nelle settimane passate tra le stesse sigle sindacali.
Rinviati, come ormai definito negli incontri precedenti, alle trattative con i manager del Fondo interbancario, gli altri grossi temi, cioè il piano di razionalizzazione delle filiali e il nuovo contratto integrativo. Giovedì, tra l’altro, potrebbero già essere noti i dati di bilancio del biennio commissariale, che vanno diffuso necessariamente quindici giorni prima dell’assemblea straordinaria dei soci, in calendario entro fine mese. Sui numeri del piano industriale proiettato sul 2015 impattano, naturalmente, anche le misure che verranno inserite nell’accordo sindacale. Basti pensare che 60 dipendenti in meno valgono, a regime, circa 4 milioni di euro di risparmi. (s.c.)
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