Ennesima tartaruga spiaggiata
La biologa Vallini: la morte causata dall’impatto con le barche
PORTO GARIBALDI. Se ne contano ormai oltre 60 esemplari di tartarughe spiaggiate, di cui la stragrande maggioranza trovate morte in riva al mare sulle spiagge dei lidi comacchiesi. L’ultima ieri mattina a Porto Garibaldi in spiaggia libera è stata segnalata alla Capitaneria da diversi turisti. La biologa Carola Vallini, che fa parte della cooperativa Archè con sede a Cesenatico, e che studia il fenomeno da 20 anni e che si batte quotidianamente per arginare questo fenomeno sul campo con continue campagne di sensibilizzazione e informazione ai pescatori e sulle barche da pesca prendendo parte a tante uscite in mare, commenta che «i rettili ritrovati, quando è possibile vengono sottoposti ad autopsie in appositi centri, con la supervisone di Arpa e si riscontra e che solo in minima parte queste tartarughe sono morte a causa dell’inquinamento. La maggior parte muore a seguito di impatti fatali con eliche di imbarcazioni, o pescate durante le battute di pesca a strascico in particolar modo e poi ributtate in mare e da qui avviene quasi sempre il loro annegamento. Andrebbero invece tenute sulla barca per alcune ore, seguendo semplici protocolli». A Porto Garibaldi è attivo tra l'altro all'interno della sede della Capitaneria di Porto il centro “Sea Turtle Emergency”, un pronto soccorso per questi rettili ancora in vita. E' necessario che questa ecatombe venga fermata quanto prima attraverso anche fondi e progetti da attivare per sensibilizzare sempre di più il mondo della pesca, il primo responsabile di questo triste fenomeno.
Caterina Bonazza
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