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Niente ruspe, siam cattolici. «Zero legami con la Lega»

Niente ruspe, siam cattolici. «Zero legami con la Lega»

Il prete di Quartesana don Serafini: la festa patronale ben distinta dal Carroccio. E corregge i salviniani: «Sbagliato il nome della Villa, non Pignara ma Pignare»

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QUARTESANA. Due feste vicine, ma che nulla hanno in comune. Negli ultimi due fine settimana, a Quartesana, le feste della fiera patronale e della Lega Nord sono andate temporalmente a braccetto. Una banale concomitanza, ma certe chiacchiere che si sono alimentate in paese lasciavano intendere che dietro vi fosse più di una coincidenza. Voci stonate che sono suonate sgradite in parrocchia.

I bene informati sanno invece fin troppo bene che la fiera in onore della Madonna del Carmine organizzata dalla parrocchia e da sempre vicina al movimento dell’Azione Cattolica, nulla a che vedere con la ruspa leghista.

«È bene distinguere le due cose – specifica il parroco don Vittorio Serafini -, anche perché sta per cominciare la fiera vera e propria». Che stasera alle ore 21 propone la commedia di Werter Marescotti “Al Fiol dal Tron”, opera comica in tre atti recitata dalla locale Compagnia teatrale “Quartgianaz”.

«Ad anticipare la fiera della Madonna del Carmine – prosegue il sacerdote -, c’erano state le anteprime delle manifestazioni sportive, vale a dire il torneo di calcio ‘Quartesanito’, la partita benefica del 10 luglio (raccolti 650 euro a favore della onlus Amici di Davide per la lotta alla talassemia) e la 13ª edizione della camminata per le strade di campagna. Tutto questo mentre nella villa alle porte del nostra paese si svolgeva la festa della Lega, contro la quale, tengo a precisare, non ho nulla».

Il sacerdote, e con esso la sua parrocchia, prendono nettamente le distanze dall’altro evento evidenziando anche la loro lontananza geografica. A proposito del luogo prescelto dal Carroccio, don Vittorio segnala che la Lega ha indicato in modo non corretto la location della festa: «Si chiama Villa Pignare e non ‘Pignara’ come pubblicizzato dagli organizzatori». Un secondo rilievo lo muove al settore segnaletica: «Visto che ci siamo, anche il cartello in via Comacchio, lì da dieci anni, indica Berliguardo e non il più corretto Belriguardo». La morale del discorso è la seguente: «Questo per dire che noi che siamo del paese conosciamo bene la storia, spesso travagliata, della Villa nata come Delizia Estense e se avessimo organizzato noi una festa parrocchiale nello stesso luogo certi errori di dicitura non li avremmo certo commessi. Poi ognuno è libero di fare ciò che crede, ma almeno evitiamo di fare confusione».

Corrado Magnoni

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