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Previsti l’arresto e multe salatissime

Previsti l’arresto e multe salatissime

Numeri che fanno rabbrividire. Uno, per tutti: sono più di 400 i pescatori di frodo che stanno saccheggiando il Po in lungo e in largo e che le forze dell’ordine, soprattutto la Polizia Forestale...

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Numeri che fanno rabbrividire. Uno, per tutti: sono più di 400 i pescatori di frodo che stanno saccheggiando il Po in lungo e in largo e che le forze dell’ordine, soprattutto la Polizia Forestale e la Provinciale (nella foto, il comandante della Polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli), stanno cercando in tutti i modi di contrastare. Tra mille cavilli giuridici e difficoltà operative. Si tratta di veri e propri banditi del fiume, spesso strutturati in clan familiari, che solitamente si muovono di notte su imbarcazioni veloci in grado di scappare in caso di inseguimenti. Alcuni residenti hanno segnalato anche vere e proprie vedette abusive che segnalano l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. I bracconieri cercano siluri, carpe, carassi, cefali e breme. Non di rado vengono addirittura utilizzati strumenti per stordire il pesce e quindi catturarlo con più facilità. E persino le sostanze chimiche fanno parte dell’armamentario di questi barbari del fiume più bello e grande d’Italia. L’articolo 733-bis del codice penale è chiaro: “distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto.

Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all'interno di un sito protetto o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l'arresto fino a 18 mesi e con l'ammenda non inferiore a 3mila euro”. Dove per “ habitat all'interno di un sito protetto” si intende qualsiasi habitat di specie per le quali una zona sia classificata come zona a tutela speciale”, a norma delle leggi vigenti. (m.puli.)

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