La Nuova Ferrara

Ferrara

Sventata una truffa da 40mila euro

Sventata una truffa da 40mila euro

Falsificavano documenti per cittadini stranieri che chiedevano il nullaosta per lavorare in Italia. Nei guai finto avvocato

2 MINUTI DI LETTURA





Con i documenti erano bravissimi. Falsificatori quasi professionali per la qualità del prodotto, compresi i timbri in inchiostro blu delle prefetture di Mantova e Ferrara. Con quei documenti - di fatto carta straccia, ma ben presentata - speravano di fare il colpaccio e di raccogliere oltre 40mila euro da cittadini stranieri che grazie a quegli atti avrebbero potuto essere regolarmente accolti in Italia per motivi di lavoro. A impedire che il grosso della truffa andasse in porto ci hanno pensato gli operatori della Squadra mobile di Ferrara che hanno lavorato a stretto contatto con l’Ufficio immigrazione della questura. I due truffatori, un ferrarese di 59 anni che si spacciava per avvocato e un cittadino pakistano di 50 anni, sono finiti in carcere. L’arresto è stato convalidato e i due sono stati liberati dal sostituto procuratore di turno. Un pezzo della truffa, comunque, era già stato consumato. A denunciarla sono stati due cittadini camerunensi residenti in provincia, che hanno anticipato 10mila euro per conto di otto connazionali che vivono all’estero e speravano, pagando 5.500 euro a testa, di poter entrare in Italia acquisendo il nullaosta della durata di un anno per lavorare al servizio di aziende del mantovano che in realtà non esistevano. Il cittadino pakistano ora sotto inchiesta per truffa, contraffazione di sigilli di Stato e falsità materiale di certificati, come il suo complice, era il referente dei due camerunensi. Il falso avvocato era entrato in gioco per rendere più credibile la messinscena. Lui ha assicurato ai due camerunensi che i documenti erano già stati predisposti dalla prefettura di Mantova. Dopo l’anticipo di 10mila euro, quindi, avrebbe dovuto essere liquidato il saldo, così sarebbe stato avviato l’iter per la regolarizzazione delle pratiche. Uno dei due denuncianti, però, un ingegnere, ha notato alcune anomalie nelle generalità riportate nelle fotocopie dei nullaosta di alcuni degli otto richiedenti. Sabato scorso i due camerunensi si sono rivolti alla polizia dopo aver fissato un appuntamento con i due truffatori . Al rendez vous si sono presentati però gli agenti della Squadra mobile che hanno effettuato anche alcune perquisizioni. Nella valigetta del falso avvocato sono stati rinvenuti gli otto nullaosta falsi, due timbri falsi delle prefetture di Ferrara e Mantova (saranno compiuti accertamenti sulla loro provenienza), patenti di guida false e altri documenti falsificati. Ad averci rimesso i soldi sono stati i due camerunensi. Ma il tempestivo intervento della polizia di Stato e l’arresto in flagranza di reato hanno evitato che venissero nel frattempo perduti anche gli altri 30mila euro oggetto della truffa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google