La Nuova Ferrara

Ferrara

Danni per 309 milioni

Commissari ai giudici: niente periti

di Daniele Predieri
Commissari ai giudici: niente periti

‘I verbali di Bankitalia sono prove, non servono consulenze d’ufficio’

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Il processo si farà, le accuse sono già elencate dai commissari nelle 67 pagine dell’azione di responsabilità contro Carife e i legali degli accusati, i 31 ex amministratori (convenuti nella causa per danni da 309 milioni di euro) si difenderanno. Anzi, hanno già iniziato la controffensiva giudiziaria che li porterà il 15 ottobre davanti al giudice del tribunale delle imprese di Bologna per smentire le tesi dei commissari che hanno indicato nella mala gestio di Carife, dal 2007 al 2013, la colpa maggiore di ex dirigenti ed ex amministratori. Come più volte ribadito la causa civile (il danno è ridotto ai soli 100 milioni di euro richiesti) sarà dibattuta davanti al Tribunale delle imprese.

Tribunale delle imprese. Come accade spesso nei contenziosi (anche i più banali, gli incidenti stradali ad esempio) il giudice potrà avvalersi di periti per capire meglio la materia sulla quale dovrà giudicare. Ma non è così scontato, almeno per la causa Carife. Stando a quanto scrivono gli stessi commissari (Capitanio e Blandini) nei loro atti, come per voler anticipare al giudice nettezza e validità delle loro accuse. Ricordano al giudice, infatti, che gli ispettori di Bankitalia hanno già esaminato la situazione di Carife, nelle due ispezioni del 2009 e 2012, che in successione hanno portato poi al commissariamento della banca del maggio 2013.

Alta valenza probatoria. Bene, i commissari si soffermano sulla «particolare valenza probatoria che rivestono i verbali ispettivi di Banca Italia» e indicano in modo tranciante che questi «accertamenti tecnici tenuto conto della natura sostanziale di pubblici ufficiali degli ispettori nell’esercizio delle loro funzioni, hanno un sostanziale valore fidefaciente (ossia senza interessi nell’atto svolto, ndr), dovuto al loro rilevantissimo grado di attendibilità degli ispettori». Dunque, il giudice avrebbe già nelle carte una sorta di perizia difficilmente attaccabile visto che gli ispettori di Banca Italia possono esser ritenuti periti terzi.

La perizia c’è già. E ancora, sempre per convincere il giudice: «Su queste basi, dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere pienamente utilizzabili i risultati delle ispezioni sia in relazione all’accertamento delle responsabilità che dell’ammontare del danno, tanto da escludere addirittura il ricorso a Ctu (consulente tecnico ufficio, il perito superpartes) in caso di sufficienza dei dati in esse riscontrabili». Insomma, per i commissari la perizia non s’ha da fare, c’è già. Mentre invece la chiederanno, ovviamente, i legali dei 31 ex amministratori che non accettano le accuse mosse dai commissari nell’azione di responsabilità. Cosa accadrà allora?

Controllare i controllori. Il tribunale dell imprese è un nuovo organo di giudizio, precedenti in materia (soprattutto visti i macronumeri nel caso di Carife) non ve ne sono. Ma fonti tecniche, interpellate da la Nuova Ferrara, spiegano che anche gli ispettori di Bankitalia sbagliano, non sono poi così infallibili e che soprattutto, dopo le cantonate prese nelle vicende del Monte Paschi di Siena e Antonveneta, la loro credibilità è spesso stata messa in discussione. Ossia meglio che qualcuno controlli i controllori.

Inchiesta penale in corso. Stesso discorso vale per l’inchiesta penale in corso alla procura cittadina che, ricordiamo, ha aperto una inchiesta penale sulla mala gestio di Carife: stessi anni, stessi rilievi, forse altre accuse. Da valutare attentamente da parte dei pm al lavoro (Cherchi, Proto e Cavallo) e dagli ispettori della Finanza. Anche qui, come nel civile, nel fascicolo conoscitivo aperto da mesi vi sono i rilievi degli ispettori di Bankitalia.

Altri periti al lavoro. Sarà più difficile scovare aspetti penali, e per questo altri periti sono già al lavoro: dovranno indicare agli inquirenti se, gli ex amministratori di Carife abbiano o no danneggiato la banca e calcolarne la cifra: doppia stangata? (d.p.)

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