I profughi sul tavolo di Cantone
Esposto della Lega: bando non conforme, tempistica discutibile
Ora il bando da 1,5 milioni per l’assistenza di 400 profughi è ufficialmente sul tavolo dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, oltre che del Garante della concorrenza. A portarcelo è stato il capogruppo regionale leghista, Alan Fabbri, che ha presentato ieri il preannunciato esposto, articolato in sei punti. Tra i rilievi più importanti, che fanno riferimento al parere dell’Autorità sulla gara per il Cara di Mineo (Catania), c’è «l’indicazione dell’importo a base d’asta in maniera complessiva, Iva inclusa, senza l’indicazione degli importi per i singoli servizi, forniture e lavori messi a gara», che secondo i leghisti «non risulta conforme ai principi di concorrenza, proporzionalità, trasparenza, imparzialità ed economicità, nè consente di compiere una ragionevole valutazione delle offerte economiche oltre che in contrasto con l’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 163 del 2006». Il requisito richiesto di aver gestito nell’ultimo triennio servizi accoglienza per almeno 1 milione di euro, inoltre è criticato perché «si riferisce ad un complesso di prestazioni contrattuali eterogenee, in assenza dell’indicazione d’importi a base d’asta riferiti a diverse attività». Manca poi «qualsiasi motivazione per la mancata suddivisione in lotti funzionali, così come indicato dal ministero dell’Interno». Per i leghisti, infine, la tempistica è «assai discutibile»: poco tempo per presentare le domande, il 30 luglio, e poco per valutarle.
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