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I sette cani prigionieri sono finalmente in salvo

I sette cani prigionieri sono finalmente in salvo

Jolanda di Savoia. Erano costretti in celle anguste e maleodoranti, fra un paio di mesi saranno adottabili

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JOLANDA DI SAVOIA. Era una vera e propria prigione quella in cui sono stati rinchiusi sette cani nelle vicinanze del centro abitato di Jolanda di Savoia. Due celle 2x2 maleodoranti e sporche all’interno dell’ex porcilaia del paese.

I quattrozampe sono stati rinvenuti dalle Guardie Zoofile Oipa di Ferrara, grazie alla collaborazione con il servizio Veterinario e la Polizia Municipale dell’Unione Terre e Fiumi. Operazione messa in essere in seguito a una segnalazione che però, all’inizio, parlava solo di due cani alla catena in stato di abbandono e quindi in pericolo di vita. Le autorità, una volta giunte sul posto, hanno riscontrato le pessime condizioni igieniche, odori nauseanti e locali completamente sprovvisti di luce. È stato quindi presentato un fascicolo, compilato dalle Guardie Zoofile, al sindaco di Jolanda di Savoia, Elisa Trombin che ha permesso di avviare l’iter per l’ordinanza dello stesso sindaco sul trasferimento dei cani, quelli perlomeno in condizioni peggiori, al rifugio della Lega del Cane di Ferrara grazie ad una convenzione tra i due Comuni, dove saranno adottabili tra un paio di mesi. «Operazione ben condotta in porto dagli enti scesi in campo – ha detto la sindaca Trombin -, la loro sinergia ha difatti permesso di scongiurare il peggio per i poveri animali. Sono molto soddisfatta, come primo cittadino, della buona riuscita del salvamento. Sette cani in stato di abbandono che avrebbero anche potuto morire. Così non è stato, merito appunto della segnalazione e del rapido intervento del personale preposto. Per fortuna - ha detto ancora la Trombin - è la prima volta che nel nostro Comune avviene un fatto del genere. L’episodio, comunque, risale a qualche tempo fa, adesso ci troviamo al suo epilogo». I cani risultano abbandonati, perché le indagini non hanno portato alla scoperta né di chi fossero i proprietari nè di chi li ha incatenati negli angusti locali.

La speranza di tutti è che simili episodi non si ripetano più.

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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