Il ministero chiede al Comune chiarimenti sui passi carrai
Il Dipartimento delle Finanze, struttura del ministero, chiede chiarimenti al Comune circa l’applicazione della Cosap per gli spazi su cui già la Regione reclama il canone per l’occupazione di aree...
Il Dipartimento delle Finanze, struttura del ministero, chiede chiarimenti al Comune circa l’applicazione della Cosap per gli spazi su cui già la Regione reclama il canone per l’occupazione di aree del demanio idrico, in pratica sulle strade arginali.
A mostrare il documento, protocollato l’8 luglio, è il Movimento Cinque Stelle. «La tassa sui passi carrai in questo caso è da cancellare: a tutti gli effetti è un’imposta gemella su cui la Regione si è già espressa. I cittadini devono pagare le tasse dovute, non quelle arbitrarie», dice Ilaria Morghen che nelle scorse settimane ha incontrato il direttore del Def assieme al deputato Ferraresi.
La vicenda interessa i residenti di via Prinella, da tempo riuniti in comitato, che non critica l’onerosità del canone ma la fondatezza dell’applicazione:
«All’inizio di luglio – spiega Lorenzo Lazzari – l’assessore Roberto Serra informa che gli uffici stanno cercando soluzioni. Il giorno stesso però i cittadini ricevono da Ica gli avvisi di pagamento della Cosap, maggiorati di sanzione. Dopo che siamo usciti sulla stampa, la stessa Ica li annulla in autotutela. Tuttavia molti residenti intimiditi hanno già pagato. In tutto ciò l’amministrazione comunale non è pervenuta».
I grillini svelano un altro documento relativo ai passi a raso, quelli che ad esempio sono disposti in quei garage che danno direttamente sulla strada.
Il consigliere Bazzocchi, accedendo agli atti, ha rintracciato uno scambio di mail tra due dirigenti comunali in cui si cita il giudizio del consulente Luigi Lovecchio, risalente al 2010, il quale afferma che «in effetti non vi è titolo per l’assoggettamento a Tosap/Cosap dei passi a raso, mancando qualsiasi modifica visibile del manto stradale».
«L’unica eccezione – prosegue il tecnico riguarda i passi a raso per i quali il proprietario ha chiesto il divieto di sosta per lo spazio antistante per una superficie non eccedente i 10 metri». Parere ignorato, tira le somme il M5s. (f.t.)
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