Reddito di cittadinanza, litigano Pd e M5S
La Regione punta al reddito di inclusione, i grillini: idea copiata. Vitellio “spiega” l’assegno di sostegno
Sul reddito di cittadinanza sono scintille tra Pd e M5S. I Dem, tramite il segretario provinciale Luigi Vitellio, si affrettano a spiegare che l’ordine del giorno «approvato in Consiglio comunale lunedì non c’entra niente col reddito di cittadinanza». Quest’ultimo è diventato da un po’ di tempo una sorta di vessillo politico del M5S, promotore di una legge nazionale che introduca questa forma di sostegno al reddito delle famiglie colpite in modo particolare dalla crisi economica. A Bologna la vicepresidente regionale Elisabetta Gualmini, ha annunciato che l’Emilia Romagna intende intervenire in questa materia studiando la possibilità di introdurre un «reddito di inclusione». «Ne abbiamo parlato ieri (lunedì, ndr) in giunta - ha detto Gualmini ai giornalisti - perché non c'è dubbio che anche in Emilia-Romagna c'è una sacca di cittadini, soprattutto famiglie con figli che hanno subìto più di altri i costi di questa crisi lunghissima». Un’ipotesi ancora «in fase progettuale perché queste cose vanno fatte molto bene, quindi bisogna avere prima un'analisi di fattibilità e sostenibilità di questo progetto, capire bene chi sono i veri poveri in Emilia-Romagna e quindi quali sono le persone che hanno bisogno di un piccolo aiuto». Gualmini ha sottolineato come la misura non avrà in ogni caso un approccio assistenziale ma sarà un aiuto temporaneo «con un’immediata proposta di occupabilità, quindi una proposta di lavoro e di reinserimento nella società». Per l'autunno dovrebbero arrivare le prime stime «poi prenderemo una decisione. Il governatore - ha concluso Gualmini - crede in questo progetto e andiamo avanti». A livello regionale il passo in avanti della giunta di centrosinistra ha provocato la reazione stizzita dei grillini. «La giunta e la maggioranza Pd cercano affannosamente di recuperare terreno su questioni che hanno ignorato per molto tempo e che solo grazie all’interesse del Movimento 5 Stelle sono al centro dell'interesse dei cittadini», ha ribattuto alla Gualmini la capogruppo del M5S Giulia Gibertoni. «Sul reddito di cittadinanza noi abbiamo protocollato la nostra proposta di legge lo scorso 27 maggio - ha aggiunto Gibertoni - Da allora non abbiamo avuto nessun segnale. Oggi si è capito perché. Perché bisogna fare dimenticare le attività degli altri ed inventarsi un progettino che intervenga su questo tema».
A Ferrara si è avuto un riflesso di questo contrasto nel botta e risposta a distanza tra Vitellio e la capogruppo pentastellata in Consiglio comunale Ilaria Morghen. Quest’ultima commentando l’approvazione di un ordine del giorno del M5S che prevede la possibilità di introdurre una forma di sostegno al reddito lo aveva definito «un primo tentativo». Ieri Vitellio ha precisato che «l’assegno sociale va ad aiutare persone che svolgono lavori socialmente utili, non c’entra niente col reddito di cittadinanza».
Il Pd, inoltre, ha aggiunto il segretario provinciale, presenterà a settembre un altro strumento «che, come avevamo annunciato al tempo dell’approvazione del bilancio, sfrutta un fondo di 500mila euro per sostenere le persone in difficoltà economica, ma anche questo non c’entra niente col reddito di cittadinanza».
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