A processo per truffa aggravata L’imputata sceglie il silenzio
Ha scelto di sottrarsi all’esame del tribunale, di trincerarsi dietro al diritto di non rispondere la dottoressa Anna Cantagallo, l’ex fisiatra del Centro di Riabilitazione San Giorgio licenziata...
Ha scelto di sottrarsi all’esame del tribunale, di trincerarsi dietro al diritto di non rispondere la dottoressa Anna Cantagallo, l’ex fisiatra del Centro di Riabilitazione San Giorgio licenziata nel settembre 2011 dall’azienda Sant’Anna e ora a processo per truffa aggravata. La dottoressa era stata allontanata dal servizio sanitario pubblico al termine di un’indagine interna scaturita dalle denunce di alcuni pazienti o dei loro familiari. Secondo i riscontri raccolti dall’azienda, la dottoressa avrebbe trasformato prestazioni pubbliche, esenti o con pagamento di ticket (come le visite per il rinnovo della patente) in costose prestazioni private (170 euro) e avrebbe inoltre dirottato altri pazienti sopravvissuti a incidenti stradali dal Centro di Riabilitazione pubblico alla struttura privata di cui era responsabile scientifico (la Brain Care di Padova con sede ferrarese in via Darsena), dove venivano sottoposti a pagamento a trattamenti erogati anche dalla sanità pubblica. Rilievi che si sono trasformati nell’imputazione di truffa aggravata, sulla quale l’imputata ieri avrebbe potuto fornire la sua versione dei fatti, ma ha preferito non farlo, scegliendo il silenzio.
Hanno così parlato i testimoni, a cominciare da un’addetta alla segreteria del S.Giorgio, citata dall’avvocato di parte civile Marco Linguerri, che al processo assiste l’azienda S.Anna che ha ritenuto di aver subito un gravissimo danno d’immagine per il comportamento della sua ex dipendente. È così emerso che nella gestione delle prenotazioni e degli appuntamenti la dottoressa incorreva in “anomalie”, come chiedere le generalità dei pazienti e fissare lei stessa la data della visita. Non ortodossa nemmeno la procedura di consegnare alla segreteria denaro contante (spiegando che la macchina erogatrice non aveva accettato le banconote del paziente perché di taglio troppo grande) e chiedere l’emissione di fattura. Un collega di Brain Care invece ha riferito che la dottoressa utilizzò i moduli di Brain Care per emettere fattura per una prestazione del San Giorgio, per motivi di urgenza. Fattura che sarebbe stata poi annullata e sostituita, ma senza avvisare il paziente. A testimoniare è stato chiamata anche l’ex direttore generale del Sant’Anna Riccardo Baldi, che ha riferito di un incontro richiesto nel 2009 dalla dottoressa Cantagallo, durante il quale aveva lamentato screzi e contrasti con il primario Basaglia, soprattutto per il rifiuto di acquistare per il S. Giorgio test valutativi forniti da Brain Care. Il processo riprende il 17 dicembre.(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
