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protesta in via pontegradella

Chiuso il ponte salvabici: «Troppi 2 mesi per il ripristino»

Chiuso il ponte salvabici: «Troppi 2 mesi per il ripristino»

Per le 26 famiglie che risiedono al 135-137 di via Pontegradella , uscire di casa in bicicletta o a piedi è diventato rischioso. Pochi giorni fa la ruota di una bici che spuntava dal cancello è stata...

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Per le 26 famiglie che risiedono al 135-137 di via Pontegradella , uscire di casa in bicicletta o a piedi è diventato rischioso. Pochi giorni fa la ruota di una bici che spuntava dal cancello è stata urtata da un’auto: in sella c’era una ragazzina. Fino a poco tempo fa proprio davanti a questo antico edificio più noto come la Villa delle Statue, c'era un'opportunità “salvavita” rappresentata da un ponticello che consentiva, sempre con le dovute precauzioni, di attraversare la strada e immettersi nella vicina ciclabile che porta sia a Pontegradella che in città. Il ponte però, da oltre un mese, è inagibile ed erbacce e arbusti che hanno le radici nel canale, e quindi sono ben alimentate, si stanno velocemente appropriando di esso. È iniziato così un lungo colloquio tramite email fra una portavoce dei residenti e l'assessore Aldo Modonesi che ha spiegato perché il ponte - che aveva le strutture portati marce - non era più sicuro e non era pensabile metterne uno in sostituzione provvisoria. Di qui la chiusura e l’annuncio che il ripristino si farà «non prima dei due mesi». Una previsione che per i residenti è troppo vaga, mentre il loro disagio è concreto e quotidiano. «Non siamo convinti che fosse necessario togliere tutte le transenne del ponte - è opinione unanime - ma se anche fosse non riteniamo che ci vogliano tanti mesi per ricollocarle. In fondo su questo ponte non devono passare mezzi pesanti ma solo biciclette e pedoni e con le possibilità che esistono in edilizia siamo certi che se non fosse luglio, si farebbe molto prima». Il fatto di essere d'estate ha solo il vantaggio che passano meno automobili ma è la velocità a cui vanno che ci spaventa; nessuno rispetta il limite dei 50 e quindi sarebbe auspicabile che l'assessore alla sicurezza, posizionasse cartelli, dissuasori e altro per costringere gli automobilisti a usare più prudenza».

Margherita Goberti

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