La Nuova Ferrara

Ferrara

mercato parallelo e concorrenza sleale fatta in casa

«Gli home-restaurant? Abusivi e irregolari»

Il Comune: sono attività economiche, occorre il permesso. Musacci (Fipe): serve legalità

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E’ un fenomeno degli ultimi anni, che ha fatto boom grazie ad un vuoto legislativo: parliamo degli «home restaurant», che chiunque poteva aprire in casa propria, dove frotte di cuochi per caso con la passione della cucina si improvvisavano ristoratori grazie anche alla pubblicitù sui social.

Ora lo stesso Ministero delosviluppo economico ha dettato le regole, a tutela di chef professionisti e ristoranti regolari. E Lo stesso Comune di Ferrara si è attivato per divulgare le nuove regole, che si basano sulla risoluzione del Ministero, fatta propria dal Servizio commercio della Regione Emilia-Romagna per cui - spiega la nota del Comune di Ferrara - «questa attività non può che essere classificata come un'attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, pur svolta nella propria abitazione». I locali sono aperti alla clientela che paga per ricevere e consumare il pasto (vendita per il consumo sul posto). «Attività che risulta essere attività economica vera e propria con tutte le caratteristiche della somministrazione al pubblico». Per cui serve una apposita Scia (permessi), in cui si dimostrino requisiti professionali del titolare e l'idoneità dei locali (con autorizzazione sanitaria, sorvegliabilità, destinazione d'uso ecc...). Ovviamente occorre essere censiti, perchè vi sono aspetti di carattere fiscale: bisogna le tasse.

Anche la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) per voce del presidente provinciale Matteo Musacci - interviene per il «rispetto di legalità e contro ogni forma di abusivismo e di concorrenza sleale». «La nostra battaglia è quella di segnalare le attività di home restaurant, che non possono sfuggire alla normativa vigente». Si tratta, spiegano dalal Fipe, di attività economiche a tutti gli effetti, che come tali devono sottostare a tutte le autorizzazioni del caso visto che è contemplato il pagamento di un corrispettivo oltre che essere pubblicizzate anche attraverso siti internet specializzati. «Si tratta - chiarisce Musacci - di un mercato della ristorazione parallelo e sleale e sul quale abbiamo tutti i dubbi e le perplessità del caso rispetto ai profili igienico sanitari». «Così come i nostri ristoranti tradizionali - spiega Musacci - sono sottoposti ad un miriade di controlli e questo costituisce un elemento di salvaguardia della salubrità del consumatore, auspichiamo che anche tali attività di home restaurant si adeguino rapidamente a tutte le norme e le disposizioni di legge così come fanno quotidianamente i nostri operatori».

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