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Ma che scartoffie. Fare il notaio è un’altra cosa

Ma che scartoffie. Fare il notaio è un’altra cosa

Il 15% del lavoro è a contatto con il cliente. E ora arriva la carta dei diritti per i cittadini

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«Il lavoro del notaio è poco conosciuto: viene percepito come la firma di qualche carta, mentre il rapporto con il cliente e la stipula rappresenterà il 15% della nostra attività. Adesso vogliamo spiegare in cosa consiste». Anche per questo il Consiglio nazionale del notariato, nella persona della sua presidente ferrarese Patrizia Bertusi Nanni, ha deciso di collaborare con il Movimento Difesa del Cittadino (un'associazione di consumatori) per stendere la Carta dei diritti dei cittadini nei rapporti con il notaio. Il risultato dell'iniziativa - nazionale - è un colorato opuscolo di poche pagine che sarà reperibile negli studi dei professionisti oppure rivolgendosi al presidente dell'associazione Gianni Ricciuti (0532 240045). «Vogliamo sgombrare il campo da quel velo di sospetto che molti cittadini ancora hanno quando devono rivolgersi a questa figura» ha spiegato lui, anche se è stata soprattutto Bertusi Nanni a insistere nel contestare alcune convinzioni diffuse sulla categoria. «Il 65% della popolazione mondiale vive in paesi retti da sistemi di notariato latino, e anche Stati Uniti e Cina si stanno interessando per inserire il nostro modo di operare nella loro legislazione. Quando il primo ministro cinese è venuto in Italia, ha chiesto espressamente un incontro di tre ore con il nostro presidente nazionale». L'assenza di una figura come quella del notaio sarebbe all'origine dei molti contenziosi che negli Usa si verificano attorno alla compravendita di immobili, «mentre da noi l'incidenza della conflittualità è solo dello 0,0026%. La caratteristica del notaio è la sua assoluta terzietà: rappresenta la legge, è un pubblico ufficiale e deve necessariamente rimanere equidistante». Persino quelle sui suoi esorbitanti guadagni sarebbero convinzioni infondate: «le nostre entrate sono in linea con quelle degli altri professionisti» garantiscono dal Consiglio.

Gabriele Rasconi

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