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Quella valutazione da 7,6 milioni non è un prezzo di mercato

Fa impressione vedere nero su bianco, nella relazione dei commissari, la valutazione tecnica del “valore economico” della banca: 7,6 milioni di euro, dato medio. La certificazione è di Enrico Laghi,...

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Fa impressione vedere nero su bianco, nella relazione dei commissari, la valutazione tecnica del “valore economico” della banca: 7,6 milioni di euro, dato medio. La certificazione è di Enrico Laghi, consulente incaricato dai commissari, che ha ricavato questo dato dalla media delle stime ottenute applicando quattro metodi differenti di calcolo (la forchetta era 6,2-9,1 milioni di euro). Non significa, però, che la banca si possa comprare oggi per 7,6 milioni di euro, per svariate ragioni. Laghi non ha potuto applicare ai suoi calcoli i modelli usuali per la stima del valore economico, in quanto Carife «non opera in condizioni di continuità aziendale», riferisce il parere del Comitato di sorveglianza. I Piani industriali che contribuiscono a costruire il valore reale di un’azienda, inoltre, sono subordinati «sia al buon esito dell’aumento di capitale sociale da parte del Fidt sia al forte livello d’incertezza cui sono soggetti i flussi economici finanziari stimati, esogeni ed endogeni», chiarisce lo stesso Comitato. Insomma, al di là della necessità tecnica di stabilire la congruità del prezzo delle azioni, non ha senso in questo momento cercare di stabilire quanto può valere la banca in vista di una possibile vendita. Il capitale sociale, poi, è solo un punto di partenza per eventuali stime del valore di mercato: prima non valeva i 217.213.868,76 euro iscritti nei libri contabili, oggi (o meglio, dopo l’assemblea del 30 luglio) non vale gli 11.365.841,97 euro del post-abbattimento di capitale.

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