«Siamo sotto assedio in casa nostra e abbiamo paura»
Un gruppo di famiglie: continue minacce da quella vicina. Dopo le denunce anche l’appello a Comune e Acer
CENTO. «Viviamo sotto assedio e abbiamo paura. Dopo le minaccia di una persona che si dice pronta a tutto, temiamo possa davvero accadere qualcosa di grave, a noi e ai nostri figli. Da diverso tempo, qui nel Condominio Marescalca, la situazione non è più sostenibile». A chiedere l'intervento urgente del Comune, sono le famiglie che vivono nel condominio di via Marescalca, 12 appartamenti di edilizia popolare, gestiti da Acer Ferrara. Il problema, l'arrivo di una vicina che «sta rendendo la nostra vita impossibile: per tanti anni qui in via Marescalca non sono mai intervenute le forze dell'ordine, ma da quando questa persona è stata spostata dal Comune in un appartamento di questo Condominio, dopo aver cambiato ben tre alloggi, la nostra vita qui è diventata un incubo». Nelle loro case, un impianto di videosorveglianza che punta non solo sulla porta, ma anche sulle auto parcheggiate lungo via Marescalca. Dopo varie telefonate, il ripetuto invio di documenti e copie di denunce in più occasioni presentate alla Stazione dei carabinieri di Cento, le 11 famiglie che vivono nel Condominio hanno deciso di inviare, il 28 maggio scorso, una lettera ad Acer Ferrara e al Comune di Cento per chiedere urgentemente un sopralluogo nel condominio. Nel documento firmato dai condomini, il quadro di una situazione problematica che non fa che degenerare, tanto che gli inquilini sono costretti a chiedere sempre più spesso, in particolare in concomitanza del fine settimana, l'intervento delle forze dell'ordine: «La persona in questione minaccia verbalmente in presenza di minori. Continuiamo a subire da ignoti, danni alle nostre auto parcheggiate di fronte alle nostre abitazioni. Abbiamo provato a parlarne, ma visto il carattere della stessa, è impossibile rivolgersi a lei in maniera adeguata».
Lungo l'elenco dei fatti raccontati dagli inquilini: «Fastidiosi rumori a qualsiasi ora del giorno e della notte. Musica a tutto volume al di fuori degli orari previsti. Continue provocazioni e insulti, schiamazzi e urla, oggetti vari gettati dalle scale o dal balcone. Per noi, non è più possibile parlare coi vicini davanti a casa o in balcone, annaffiare, far stare fuori i nostri bambini. È tutto, e sempre, un rischio. Un vero incubo, che ci sta portando all'esaurimento. Tutti elementi di cui anche i carabinieri di Cento sono a conoscenza, in più occasioni presenti». Diverse le denunce di minacce e ingiurie presentate dagli inquilini ai carabinieri di Cento. Dopo la lettera ad Acer e Comune, da un mese e mezzo a questa parte, da quando la situazione è peggiorata, diversi i messaggi e gli incontri svolti con il sindaco Lodi e il vicesindaco Manderioli: «La loro risposta è sempre la stessa: per un semplice litigio condominiale, come ce ne sono tanti, non è possibile fare nulla. Ne tanto meno è possibile, per questo, spostare dei condomini. Perché si continua a far finta di nulla? Perché non veniamo ascoltati? Ormai è da tempo che facciamo presente il problema: è necessario che succeda una tragedia, solo per dire, dopo, dovevate rivolgervi e chiedere aiuto al Comune?».
Beatrice Barberini
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