Droga, maxi sequestro con due arresti
In manette grossisti dello spaccio: nel blitz della polizia di Stato recuperati 11 chili di hashish destinati al Sottomura
Erano pressoché incensurati. Uno aveva solo passato dei piccoli guai, peraltro non per reati di droga. L'altro era addirittura "immacolato" per la giustizia. Ma questa loro "innocenza", per gli ispettori della polizia di Stato che pochi giorni fa li hanno arrestati con 11 chili di hashish, è tutt'altro che una buona credenziale ma un segnale, al contrario, di estrema scaltrezza e abilità.
I due uomini finiti in manette, Hicam Hamsa, 32 anni, residente a San Martino Spino vicino Mirandola (Modena) e Redouane Kabadou, 37 anni, residente a Sermide (Mantova) entrambi marocchini, sono ritenuti infatti due importanti "grossisti" della droga, fornitori di "semi grossisti" incaricati a loro volta di foraggiare i pusher che smerciano le dosi al minuto. E parte del carico di stupefacente sequestrato dagli ispettori dell'Antidroga della squadra mobile di Ferrara era destinato proprio allo spaccio lungo le Mura estensi, zona riservata allo smercio di hashish gestito da magrebini.
L'operazione, ha spiegato il dirigente della Mobile Andrea Crucianelli, ha preso le mosse da precedenti arresti e accertamenti svolti dalla sezione antidroga. I poliziotti da tempo avevano puntato l'attenzione sui due marocchini, in regola con il permesso di soggiorno, da anni In Italia, disoccupati ma con famiglia, ). Difficile però coglierli sul fatto. Si muovevano in auto nelle ore notturne, con orari irregolari, e il rischio era entrare in azione sbagliando i tempi e mandando in fumo l'intera indagine.
L'occasione si è presentata una settimana fa, quando i due sono usciti di casa all'alba e sono stati seguiti dagli agenti. L'auto con i due sospetti si è diretta in una zona boschiva nelle campagne di Mirandola: uno dei due è stato visto uscire dall'auto con una sporta in mano, sparire dietro la vegetazione per poi risalire in macchina senza il sacchetto. Gli agenti hanno pensato che fosse la volta buona per intervenire, e infatti, nascosto tra le fronde in due punti distanti pochi metri, hanno scoperto con l'ausilio delle Unità cinofile un vero "tesoretto" di hashish: 100 panetti da un etto e 100 ovuli da 10 grammi, pari a poco meno di 11 chili di hashish.
Per i due è scattato l'arresto in flagranza, già convalidato dal gip di Modena, e si trovano ora in carcere nella città della Ghirlandina. Sono ora in corso indagini per risalire agli acquirenti dei due corrieri. Un indizio proviene dal cellophane con cui erano avvolti gli ovuli, che recava lo stemma del Barcellona Calcio, ma saranno necessari accertamenti approfonditi. Al vaglio degli inquirenti anche i cellulari e le schede telefoniche trovate in possesso dei due arrestati, utili per ricostruire la loro rete di contatti. E' certo che i due trattavano con altri grossisti dello spaccio e utilizzavano come nascondigli luoghi all'aperto in cui conservare il grosso della droga e prelevare solo il necessario per la vendita.
Un affare da decine di migliaia di euro: i due compravano l'hashish a mille euro al chilo e lo rivendevano a prezzo raddoppiato, in genere quantità da mezzo chilo a 1.200, 1.400 euro l'uno. La vendita al dettaglio, secondo le stime degli inquirenti, avrebbe fruttato non meno di 60-70mila euro, considerato che le analisi hanno confermato l'ottima qualità della merce, soprattutto degli ovuli.
Quello messo a segno dagli uomini della Mobile ferrarese, insieme al colleghi del commissariato di Mirandola, rappresenta uno dei più grossi sequestri di droga degli ultimi anni nel nostro territorio, e gli sviluppi dell'indagine potrebbero fare emergere un giro d'affari ben più vasto.(a.m.)
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