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«Hanno acceso un’antenna e già qui non si dorme»

Lido Nazioni. Prosegue la querelle sull’installazione dei ripetitori per telefonia «Riprenderemo la raccolta firme e chiameremo le forze dell’ordine»

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LIDO NAZIONI. Invece di risolversi, s’aggrava il problema antenne a Lido Nazioni. Come si ricorderà, stiamo parlando dei ripetitori per la telefonia mobile in fase d’installazione (ormai praticamente terminata) nella zona di viale Cuba e viale Australia, che avevano fatto insorgere residenti e vacanzieri con l’abitazione che s’affaccia su quell’impianto. Pronta la raccolta di firme (più di trecento), la protesta, la chiamata in causa del sindaco. Il cantiere, però, non si è fermato, con qualche screzio pure fra chi ci lavorava e gli abitanti della zona. Il primo cittadino Marco Fabbri si era impegnato a fare le opportune verifiche, sia dirette, tramite polizia municipale e personale del competente assessorato, sia tramite l’Arpa.

«L’Arpa è venuta - conferma Maria Nanetti Mazzola, fra le promotrici della raccolta firme - ma quando le antenne non erano ancora in funzione. Adesso ne hanno accesa una e il rumore già si fa sentire: quando le accenderanno entrambe, non si dormirà più».

Ma la battaglia prosegue, l’agguerrito gruppo di residenti non s’arrende: «Intanto, aspettiamo agosto e ripartiamo con la raccolta firme: con i villeggianti agostani andrà anche meglio. E poi, se non riusciremo a dormire, partiranno le chiamate alle forze dell’ordine e le denunce».

Al di là del fervore, la Nanetti Mazzola non riesce a capacitarsi del perché queste strutture siano state installate così vicino alle abitazioni: «Qui c’è un parco di un ettaro conclude - perché non le hanno sistemate 3 o 400 metri più lontano dalle case?».

E con questo amletico dubbio rimandiamo alla prossima puntata della querelle, che non tarderà ad arrivare.

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