Il Po è sempre più magro si rischia la sete nei campi
L’Autorità di Bacino istituisce una task force. Ma in provincia prelievi regolari Ferrari (Bonifica): portata molto bassa ma per luglio problemi non ci saranno
«Stiamo aspettando la pioggia. E ci va bene anche se cade sulle Alpi», commenta Mauro Ferrari, vicepresidente della Bonifica Pianura di Ferrara. Il riferimento alle precipitazioni in quota, però, è tutt’altro che una battuta. Nel mantovano si comincia a parlare di razionamento dell’acqua nelle campagne e anche a Ferrara in questi giorni si seguono con grande attenzione le previsioni del tempo. L’Autorità di Bacino del Fiume Po, riporta la Gazzetta di Mantova, ha istituito un gruppo tecnico per monitorare i prelievi e attuare eventuali misure, per quanto possibile, volontarie (rilascio dai laghi, riduzione dei prelievi). Una prospettiva che potrebbe diventare concreta nel giro di poche settimane. «Nel ferrarese al momento non si è resa necessaria nessuna misura eccezionale - spiega Ferrari - e anche se perdurasse una situazione di siccità il quadro attuale potrebbe essere confermato almeno fino alla fine del mese». La portata del fiume si è drasticamente ridotta negli ultimi giorni e si sta stabilizzando al di sotto dei 400 mc al secondo. Una soglia di sicurezza rispetto ai 230 mc al secondo che coinciderebbero con l’apertura della fase di emergenza. Si comprende quindi la speranza dei dirigenti del Consorzio di Bonifica (e degli agricoltori) di poter beneficiare anche dell’apporto di precipitazioni lontane dall’alveo del Po, perché successivamente gli apporti idrici attraverso gli affluenti andrebbero ad alimentare il corso del maggiore fiume italiano. Ferrari ricorda bene la magra record del 2003, quando i razionamenti dell’acqua divennero operativi in provincia. «Da allora la situazione si è evoluta e la rete di prelievo è stata adeguata - aggiunge il vicepresidente della Bonifica - le pompe oggi riescono a pescare a una maggiore profondità e questo ci dà più sicurezza rispetto alla possibilità di poter affrontare periodi relativamente lunghi di assenza o scarsità di piogge. Una grave minaccia è rappresentata però dalla risalita del cuneo salino». Attualmente il fabbisogno viene garantito grazie alla pompa “storica” delle Pilastresi, ma si potrà contare anche sulle due pompe ausiliarie delle Pilastresi, su altri due impianti a Pontelagoscuro e sul Palantone del Canale Emiliano-Romagnolo. Il monitoraggio del livello del Po ieri ha raggiunto quota - 6.62 con un ulteriore abbassamento del livello delle acque mentre il bollettino dell’Arni indica, nel tronco cosiddetto di Santa Maria Maddalena, i tre punti dove il fondale si trova a soli 60 cm dalla superficie: Gaiba, Stienta e Pontelagoscuro-Isola Bianca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
