«L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì»
L’assessore Fusari: bisogna curarsi di più del senso del bello e del rispetto storico Il diniego al negozio Vodafone e la compatibilità con il regolamento comunale
Le grandi “M” di McDonald’s appese alle volte del Palazzo della Ragione, sono legittime? A rispondere nel merito della questione posta dai consiglieri Leonardo Fiorentini (Sel) e Ilaria Baraldi (Pd) dovrà essere l’assessore al Commercio, Roberto Serra, “titolare” del Regolamento per la pubblicità nel centro storico, ma nel frattempo si è avviata la macchina dei commenti sui social, oltre che in piazza, e c’è chi ne approfitta per affrontare il tema sotto altri profili. «Secondo me quelle “M” non dovrebbero stare lì - è ad esempio il parere espresso dall’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari - Non so come all’epoca sia stato possibile installarle, di certo bisognerebbe curarsi di più del senso del bello e del rispetto degli edifici e degli ambiti storici. Anche perché altri possono chiedere di fare lo stesso». Il riferimento di Fusari non è casuale, in quanto risulta che un’insegna del genere sia stata di recente richiesta dalla Vodafone, con esito però negativo per via, a quanto sembra, del parere della Soprintendenza. «Non è nostra intenzione creare problemi agli imprenditori che investono a Ferrara, però bisogna porsi problemi di uniformità» sottolinea l’assessore.
L’insediamento del ristorante McDonald’s risale all’inizio degli anni Novanta, quando il palazzo era stato lasciato libero dall’Upim, e subito si pose la questione dell’insegna che ne uscì ridotta e dal classico colore giallo-dorato, caratteristiche che la rendono più compatibile con le caratteristiche estetiche dell’edificio e della piazza.
La stessa interpellanza dei due consiglieri si basa su questioni di compatibilità tra l’insegna e il regolamento, ma poi richiede al Comune «di porre in atto le azioni volte a ripristinare non solo la legittimità, ma soprattutto il decoro del palazzo e della principale piazza cittadina». Anche per Fiorentini e Baraldi, dunque, c’è anche un problema d’impatto estetico dell’insegna.
Dal punto di vista della compatibilità con il regolamento comunale, l’articolo citato dai due consiglieri è il 13 comma 2 lettera B: «All’interno dell’abitato è vietata l’installazione di insegne e impianti pubblicitari di qualunque tipo, sui parapetti dei balconi, terrazze e cornici dei tetti, dentro le luci delle finestre, sulle facciate degli edifici adibiti esclusivamente ad uso residenziale, nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicenti la strada pubblica». Un eventuale intervento da parte della Soprintendenza, è il ragionamento di Fiorentini, dovrebbe in caso essere inteso «a maggior tutela», cioè per stringere ulteriormente i vincoli del regolamento, non può derogarlo. L’insegna in questione, poi, non è lì da abbastanza tempo per essere definita “storica”. (s.c.)
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