«No al formaggio con la polvere»
Per Coldiretti dovrebbe essere autorizzato solo il vero latte
Il via libera all'uso del latte in polvere in Italia imposto dall'Unione europea sotto il pressing delle lobby, in Emilia Romagna mette a rischio un settore che da solo rappresenta un quinto dei 4.000 milioni di produzione lorda vendibile dell'Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in occasione della mobilitazione di allevatori, casari e consumatori in piazza Montecitorio a difesa del Made in Italy per impedire il via libera in Italia al formaggio e allo yogurt senza latte che danneggia e inganna i consumatori, mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale e ambientale. In rappresentanza di Ferrara presente una delegazione con il presidente provinciale Sergio Gulinelli e il neodirettore Claudio Bressanutti. "In Emilia Romagna - ricorda Coldiretti regionale - sono ancora aperte 3.700 stalle, che danno lavoro lungo tutta la filiera a 20 mila addetti, e che nel 2014 hanno prodotto 18,7 milioni di quintali di latte, mentre le importazioni hanno raggiunto circa 12 milioni di latte. "Quelli che chiedono all'Unione Europea di produrre il "formaggio con la polvere" sono gli stessi che sottopagano il latte agli allevatori italiani con prezzi che non coprono neanche i costi dell'alimentazione del bestiame" ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna Mauro Tonello. "Una manovra che - spiega Tonello- fa comodo a chi vuol continuare ad importare prodotti dall'estero da spacciare come Made in Italy per la mancanza di un adeguato sistema di etichettatura sull'origine dei prodotti lattiero caseari. Il risultato è che dall'inizio della crisi hanno chiuso in Italia oltre diecimila stalle da latte di cui 1.300 in Emilia Romagna, con la perdita di posti di lavoro e di reddito, ma anche di un ruolo insostituibile di presidio del territorio". (a.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
