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Donne e giustizia

Ferrara, «Io perseguitata dal mio ex, ora ho avuto giustizia»

L'aula di un tribunale
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L'aula di un tribunale

Una centese ha dovuto subire per anni minacce e violenze dall’ex compagno, adesso condannato a 4 mesi per stalking

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CENTO. «Dopo tanto dolore, una sentenza sofferta, che mi restituisce un po' di serenità. Di certo, una rivincita personale, ma anche un messaggio a tante donne, abbiate il coraggio di denunciare». Sfinita e ancora incredula, dopo essere stata perseguitata per anni dal suo ex compagno - ora 48enne - che non accettava la fine del loro rapporto, una donna centese di 40 anni ha avuto nei giorni scorsi giustizia in tribunale. Grazie al lavoro del suo legale, l’avvocato ferrarese Roberto Testa, che ha prodotto elementi di prova accolti dal giudice, il suo persecutore è stato condannato a 4 mesi per stalking.

E lei racconta quella che è una storia che assomiglia a quella di tante donne che si trovano a subire le violenze e le ossessioni di un uomo: «Tutto è iniziato - spiega la donna - nel 2012, quando, dopo circa 3 anni di relazione e una convivenza in due paesi del Centese, ho detto al mio compagno di avere intenzione di interrompere il nostro rapporto. Una decisione che lui, fin da subito, non ha mai accettato. E da qui, sono iniziate le persecuzioni e i pedinamenti continui, di giorno e di notte, le violenze psicologiche e fisiche, tanto che sono stata costretta ad andare al pronto soccorso per ben sette volte».

Poi le minacce, i tentativi di aggressione, tutti denunciati ai carabinieri, e la fuga dalla casa in cui viveva, alla ricerca di un luogo dove poter vivere «senza essere continuamente controllata in ogni cosa che facevo, telefonate comprese. Un'ossessione che toglie la vita e il respiro».

Dopo circa un anno dall'inizio dell'incubo, la donna si è così rifugiata in una casa nel Bondenese e da qui, ha potuto rivolgersi al Centro Donna Giustizia di Ferrara. «Quando abitavo nel Centese - racconta la donna -ho cercato di contattare il Centro di nascosto, in ospedale. Poi, quando mi sono trasferita , sono stata libera di rivolgermi al Centro Donna Giustizia di Ferrara, e di partecipare agli incontri. Sono loro che, con l'appoggio psicologico, il loro sostegno e la loro vicinanza, mi hanno aiutato a trovare il coraggio di denunciare lo stalking».

Dal momento della denuncia, un atto di 18 pagine, la morsa dello stalker si è solo attenuata: «Mi ha inseguito sulla Cispadana, ma all'arrivo dei carabinieri se l'è data a gambe. Ha continuato a mandarmi messaggi contrastanti, a volte offensivi, a volte con dichiarazioni d'amore. Una situazione al limite della follia». Poi, dopo mesi di rinvii e attese, la sentenza e la condanna per lo stalker. Una sentenza che la donna, dalla sua casa, commenta ferita: «È stato un grande dolore dover rivivere tutta la violenza subita. Ma alla fine, il tribunale mi ha dato ragione, stabilendo anche un risarcimento di 5mila euro». Un risarcimento che, oltre alle spese processuali e di difesa rappresenta una provvisionale immediatamente esecutiva. Il risarcimento totale verrà liquidato in separato giudizio.

Una sentenza che rappresenta per la signora centese «una rivincita personale e vuole essere un messaggio di incoraggiamento nei confronti di tante donne che devono trovare il coraggio di denunciare i loro persecutori».

Beatrice Barberini

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