industria
Ferrara, taglio del nastro sul sogno Berluti
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Inaugurazione BerlutiL'ad Antoine Arnault: qui abbiamo trovato bellezza, professionalità e talenti. Il marchio punta sempre più sulla pelletteria grande piccola da uomo. Lo stabilimento occupa 250 dipendenti in un'area circondata da campi verdi e coltivati. Bonaccini (Emilia Romagna): in Regione investiremo 15 miliardi per dimezzare la disoccupazione in cinque anni
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FERRARA. Un edificio a pianta rettangolare, che dall'alto ricorda la forma di una scatola di scarpe, realizzato con tecniche di costruzione «eco-responsabili» - come spiega l’operations director di Berluti Jean-Baptiste Barthes - su un’area coperta di 8mila mq, alla periferia di Ferrara, circondata da campi verdi e coltivati. La struttura in vetro e in legno, l’open space centrale su cui si affacciano le stanze di produzione, le gigantografie dei modelli di scarpe appese alle pareti dei corridoi, i pannelli solari sul tetto, l’aria condizionata e gli aspiratori interni che eliminano vapori e odori. All'interno il colpo d'occhio ricorda più un centro commerciale che una fabbrica.
Il taglio del nastro questa mattina, nello stabilimento di Gaibanella: 250 dipendenti (età media 38-40 anni) formati e specializzati in un edificio modernissimo che dallo scorso gennaio contribuisce alle fortune della multinazionale del lusso Lvmh, con la produzione di scarpe e di piccola e grande pelletteria per uomo da esportare in tutto il mondo.
La vice-presidente esecutiva, Severine Merle, descrive un mercato vasto quanto il pianeta: Europa, Giappone, Estremo Oriente, Asia, Usa. A Ferrara arrivano le pelli, compreso il prestigioso cuoio Venezia, vengono lavorate e trasformate in oggetti di lusso. La manifattura ospita un ufficio di ideazione e di design oltre a un corso di formazione, la Berluti Academy: 99 gli studenti entrati a far parte del gruppo attraverso questo canale.
Alla cerimonia ha partecipato l'amministratore delegato di Berluti, Antoine Arnault, figlio di Bernard, proprietario del gruppo Lvmh, entusiasta di aver scommesso sull’Italia e su Ferrara. «Cerchiamo l’eccellenza, i migliori artigiani e i migliori talenti e li abbiamo trovati in questo Paese – ha dichiarato rivolgendosi agli invitati e ai lavoratori, tutti raccolti nell’agorà – questo è un upgrade, puntiamo sull’arte, sulla bellezza e sulla qualità». Ai dipendenti ha ricordato che «qui il nostro sogno di creare una manifattura è diventato realtà, non smettete mai di credere in questo sogno».
Assente il presidente del consiglio, Matteo Renzi, in viaggio in Israele, è stato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, accompagnato dall'assessore regionale Patrizio Bianchi, a ricordare che «ieri abbiamo firmato il patto per il lavoro che porterà in Emilia Romagna 15 miliardi di euro di investimenti con l’obiettivo di creare oltre 100mila posti in cinque anni e dimezzare la disoccupazione». Il marchio Berluti si è affiancato ad altri che hanno deciso di mettere radici o rinforzarle in regione, come Lamborghini e Philip Morris.
Il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, ha rivolto un breve sguardo al passato: «Quando Antoine mi ha chiamato e mi ha detto di voler costruire una fabbrica in mezzo ai frutteti sono rimasto sorpreso, poi quando ci ha spiegato cosa voleva fare più in dettaglio ci abbiamo creduto anche noi ed è iniziata questa avventura. Abbiamo superato i problemi quando si sono presentati, come quello di dotare l’insediamento di una connessione in banda larga, abbiamo pensato che puntare sulle competenze, sul savoir faire, sul lavoro sapiente delle mani fosse una scelta da sostenere».
Toni soddisfati anche dal presidente della maison, Pietro Beccari. «Solo in Italia si possono fare queste cose - ha detto, salutando il pubblico - Abbiamo parlato con tutti: sindaco, Provincia, Regione e la collaborazione è stata massima, abbiamo aperto lo stabilimento a tempo di record e grazie ad alcune facilitazioni. Così, dalla posa della prima pietra, nel giugno del 2013, siamo giunti fin qui». In futuro saranno organizzati altri corsi di formazione sulla pelletteria che, come ha annunciato Severine Merle, rappresenta uno dei settori di sviluppo del gruppo. Dalla vecchia manifattura, ormai dismessa, a quella odierna l'occupazione è raddoppiata.
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