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Incendio all’ex Kleb: 5 auto bruciate

di Marcello Pradarelli
Incendio all’ex Kleb: 5 auto bruciate

Fiamme alte cinque metri e colonne di fumo. Fuggi fuggi dalla piscina. Arse molte bici. Si indaga sulle possibili cause

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Erano andati in piscina per rinfrescarsi e sono dovuti scappare per il fuoco. I bagnanti non si sono ustionati, ma alcune delle loro auto si sono abbrustolite. L’incendio che ha rovinato la giornata di relax a una cinquantina di persone si è sviluppato alle 15.30 nell’area dell’Aurora Athletic Center di via Liuzzo (che fino a pochi mesi fa si chiamava Kleb) gestito dal Cus: in un lampo si sono sprigionate le fiamme e si sono alzate alte e colonne di fumo. L’area dell’incendio è abbastanza circoscritta: le fiamme hanno distrutto un gazebo, un barbecue, alcuni tavoli e sedie, hanno scheletrito la siepe di tuie al di là della quale erano parcheggiate a pettine diverse auto, cinque delle quali sono state raggiunte dal fuoco o comunque arroventate: una Hyundai grigia, una Daewoo Matiz grigia, una Smart nera, una MiniCooper gialla e una Punto nera. Altre automobili sono state messe in salvo dai proprietari che hanno fatto in tempo a salire a bordo prima che la zona diventasse incandescente. Fuori uso anche otto biciclette che erano appoggiate alla rete di recinzione lungo la quale corre - o meglio correva - la siepe andata a fuoco. Seriamente danneggiati sono stati pure i quadri elettrici incastonati nel muretto tra la siepe e il parcheggio.

Nel giro di pochi lunghissimi minuti - prima grazie agli estintori azionati dal personale che gestisce ristorante e piscina, e poi ai decisivi idranti dei vigili del fuoco - l’incendio è stato domato. «Le fiamme erano alte quattro o cinque metri» dice un ragazzo indicando l’alta siepe ancora fumante mezzora dopo il disastro. «Ero in piscina, ero arrivata verso mezzogiorno - dice Ekaterina, una ragazza di S.Martino che è la proprietaria della Matiz con il muso colato - quando mi sono accorta dell’incendio che si era sviluppato vicino al parcheggio sono corsa, stavo entrando in macchina ma una mia amica mi ha trattenuto perchè era troppo pericoloso. L’ho comprata un mese fa, usata».

Anche Susi, una ragazza di Ferrara, non ha fatto in tempo a salvare la macchina. «La mia è la Punto nera. Era venuta per rilassarmi un po’ con le mie due amiche - Sabrina e Roberta -, a un certo punto ho visto i ragazzi del Cus che correvano con gli estintori, c’era un gran fumo, sembrava un grande polverone». Il racconto lo fa nell’area del parcheggio dove i vigili del fuoco stanno perimetrando con nastro bianco e rosso l’area dell’incendio, auto comprese. «Mia madre e mia sorella sono dentro - dice sempre Susi - sono andate a parlare con i carabinieri per capire chi deve pagare i danni».

A colloquio con i carabinieri c’è anche l’ingegnere Fabio Bulgarelli, l’imprenditore che è proprietario della struttura ed è il presidente della Pallacanestro Ferrara: «Sono appena arrivato, non so niente dell’incendio...». C’è chi parla di un mozzicone di sigaretta, chi suppone che la scintilla sia stata innescata dal barbecue (ma secondo altri il braciere era spento al momento dell’incendio). I vigili del fuoco ispezionano anche i quadri elettrici ed è possibile che l’innesco si trovi proprio lì. Ma fino a ieri una parola definitiva non era stata pronunciata. «Spero solo che non ci sia dell’altro, visto tutto quello che gira attorno al mondo della pallacanestro» s’interroga Bulgarelli,che però smorza subito l’ipotesi dolosa: «Ma non credo che sia così...».

I danni all’impianto elettrico sono consistenti. La linea non potrà essere ripristinata subito. «Forse dovremo rimanere chiusi per una settimana, un bel disastro» sussurra un dipendente della struttura all’orecchio di Bulgarelli.

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