Le scuse ultima chance: l’espulsione è dietro l’angolo
Ufficialmente la decisione sarà assunta oggi, ma sulla carta per Fabrizio Florestano, l’autore del post sugli immigrati a cui sparare a 100 alla volta, il destino politico in Fratelli d’Italia sembra...
Ufficialmente la decisione sarà assunta oggi, ma sulla carta per Fabrizio Florestano, l’autore del post sugli immigrati a cui sparare a 100 alla volta, il destino politico in Fratelli d’Italia sembra già segnato. Nel partito, almeno ufficialmente, non ha raccolto solidarietà. Anzi. Dal livello nazionale e da quello locale di Fdi il giudizio è unanime. Come dice Alberto Balboni, responsabile nazionale del Dipartimento immigrazione, «quella frase non andava pronunciata nemmeno per scherzo». Balboni, avvocato, ex senatore, ci gioca su un po’ con le parole («se fossi nei panni del suo avvocato e mi chiedesse come comportarsi gli consiglierei di accampare la momentanea infermità mentale»), poi si fa serio e spiega: «Oggettivamente è quasi impossibile riuscire a giustificare il contenuto di quel post proprio per le cose che ci sono scritte. Quindi gli direi: prenditi una pausa di qualche mese e poi ci guardiamo se e quando sarai più maturo». Potrebbe bastare l’autosospensione già annunciata da Florestano nell’intervista concessa ieri alla Nuova Ferrara a placare gli animi e a chiudere almeno momentaneamente in caso? Non sembra, a sentire Paolo Spath, coordinatore provinciale dei Fratelli d’Italia. Oggi sarà lui a presiedere la riunione del direttivo che “processerà” il collega impallinato da Facebook. Spath ha chiesto a Florestano «le scuse in mondovisione» e «quelle devono arrivare, non si sfugge», conferma il dirigente di Fdi. Altrimenti? «Io sono garantista, gli ho offerto la possibilità di spiegare le sue ragioni - prosegue Spath - Quelle parole rischiano di rovinare anni di lavoro del partito sul tema dell’immigrazione, le scuse sono dovute e devono essere inequivocabili. È chiaro che se non si presenterà darà un messaggio chiaro al partito che non potrà che prenderne atto. E la sua posizione a quel punto finirà davanti ai probiviri». Una sorta di anticamera dell’espulsione, data al momento l’enorme distanza tra le posizioni in campo.
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