«SuberBeton, la Provincia ci risponda»
I residenti: l’azienda non rispetta i patti, ma a un mese dal nostro esposto solo silenzio. E la situazione è peggiorata
Torna a sollecitare la Provincia di Ferrara, il Comitato Residenti di via Sammartina.
Lo fa, attraverso i suoi avvocati Ugo e Marco De Nunzio, a un mese di distanza dalla presentazione dell’esposto alla procura in cui si segnalava il mancato rispetto da parte dell’azienda SuperBeton delle prescrizioni imposte dalla Provincia . Il Castello, hanno ricordato ancora i legali, aveva concesso alla ditta l’Autorizzazione Unica Ambientale a patto di realizzare una cofanatura che eliminasse gli annosi problemi di rumore, cattivi odori ed emissioni che affliggono i residenti. Il 30 giugno, data fissata per la conclusione del primo lotto dei lavori, doveva essere l’inizio dell’”anno zero” di una nuova era di convivenza sostenibile. «Ma non è stato affatto così, anzi la situazione è peggiorata», lamentano i rappresentanti del Comitato Roberto Di Gregoli, Sabina Lombardi e Sergio Sgarbanti. «I nostri assistiti hanno atteso pazientemente per dieci anni, ingoiando due proroghe concesse per motivi discutibili, per poi ritrovarsi punto e a capo», ribadiscono i legali. Nel mirino dell’esposto, non solo l’inadeguatezza della soluzione, pur parziale, ma soprattutto l’inosservanza della prescrizione della Provincia che imponeva di sospendere la produzione durante la realizzazione della cofanatura. «Abbiamo raccolto numerose prove che dimostrano che alla SuperBeton non si sono mai fermati, e abbiamo portato tutto in procura a fine giugno. Ma a distanza di un mese nessuno ci ha risposto - prosegue Ugo De Nunzio - L’azienda non ha rispettato i patti, e l’autorizzazione deve essere revocata. Delle due l’una: o i provvedimenti della Provincia non valgono niente o se valgono devono produrre delle conseguenze».
La cofanatura poi, continua, riguarda 5000 metri quadri su un’area di 50mila, lascia fuori l zona di frantumazione inerti e con la sua forma incompleta a “L” non ha portato affatto benefici. Anzi, rincarano i residenti (150 famiglie tra le vie Sammartina, Gardinale e Falce), la situazione semmai è peggiorata per quegli sfortunati che abitano di fronte ai lati “aperti”: «Si è creata una specie di cassa di risonanza e il rumore è amplificato». C’è anche chi, come Roberto Di Gregoli, si è trovato quasi “inglobato” nella SuperBeton: «Il cantiere mi è entrato in casa - spiega mostrando le foto sul suo cellulare - Di fronte ho una montagna di inerti, dall’altra parte ci sono i silos. Cose lontane da ogni buon senso». Nessuno, concludono, vuole far chiudere la ditta e far perdere il lavoro ai dipendenti, ma non per questo sono disposti a rinunciare al diritto di una qualità della vita normale. «Dalla Provincia - concludono gli avvocati - aspettiamo risposte».
Alessandra Mura
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