Ferrara, aggredisce il vescovo sul sagrato
L’ex giardiniere della Curia si era licenziato. Ha urlato a monsignor Negri: «Sei un ladro, mi hai tolto casa, lavoro e famiglia». Querele e controquerele
FERRARA - Reclamava un lavoro e una casa che lui stesso aveva lasciato, nonostante gli avessero consigliato, in Curia, di non farlo. E per reclamare quel lavoro di giardiniere e la casa in Curia ha prima aggredito don Marino Vincenzi, economo della Curia di Ferrara, e dopo, per rendere del tutto inadeguate le sue richieste, ha aspettato fuori dal Duomo il vescovo Luigi Negri, alla fine della messa delle 8.30 del mattino: lo ha affrontato, e gli ha urlato davanti a tanti fedeli parole che sono una ferita: «Sei un ladro, è colpa tua se mi hanno tolto lavoro, casa e la mia famiglia mi ha lasciato».
Sia don Vincenzi che lo stesso Vescovo Negri non hanno avuto dubbi, e hanno denunciato l’uomo ai carabinieri di Ferrara per una serie di reati, soprattutto quello di ingiurie e diffamazione per le offese urlate davanti a tutti venerdì scorso. Lo stesso vescovo Negri ieri mattina, interpellato sul fatto, ha ribadito la ‘ferita’ di quelle parole che gli sono state gettate contro sul sagrato del Duomo dall’uomo, un 35enne di nazionalità rumena, che pur era stato aiutato in tanti i modi dalla Curia.
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Aveva mansioni e lavoro di giardiniere della Curia stessa, e negli ultimi tempi era stato anche premiato con un aumento di stipendio. Non contento di tutto questo e della casa che gli veniva permesso di abitare in via Canonica, avrebbe chiesto di essere licenziato per aver la liquidazione, poichè aveva bisogno di soldi. Nonostante in tanti abbiano cercato di dissuaderlo, non ha sentito ragioni e ha lasciato lavoro e casa. Peccato che dopo diverso tempo sia tornato a Ferrara reclamando la sua vecchia sistemazione. A questo punto, ha perso completamente la testa. Da tempo era difficilmente controllabile, tanto che la stessa famiglia aveva deciso di rientrare in patria, lasciandolo qui da solo. Senza controllo, il 6 luglio scorso ha deciso di entrare in Curia, sfondare la porta della casa dove abitava e aggredire verbalmente don Vincenzi (denuncia per ingiurie, violazione di domicilio e danneggiamento).
Nella sua incursione in Curia hanno tentato di fermarlo inutilmente, e lui - di tutta risposta - ha denunciato don Vincenzi per percosse, ingiurie e minacce. Poi ha lasciato passare alcuni giorni ed è tornato alla carica: questa volta contro il vescovo Negri. Lo ha atteso fuori dal Duomo, sul sagrato. Alla fine della messa mattutina lo ha affrontato urlando quelle parole grossolane e non vere, che per il vescovo sono diventate una «ferita»: «Sei un ladro mi hai tolto lavoro, casa, famiglia». Parole violente e del tutto fuori luogo, ascoltate da tanti testimoni che saranno, probabilmente, ascoltati nelle indagini dei carabinieri. C’è ben poco da indagare, però. I problemi sono altri, ben più gravi: di una persona lasciata sola, senza controllo.
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