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Petrolchimico, troppa pressione Si spacca il disco di sicurezza

Petrolchimico, troppa pressione Si spacca il disco di sicurezza

Alle 13 un forte botto seguito dall’uscita di fumo giallastro da una delle torce di emergenza di Versalis L’Arpa rassicura: nessun rischio per la salute pubblica. Stop di due giorni agli impianti per verifiche

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Un botto abbastanza forte da essere avvertito distintamente anche in zona Bennet, seguito da una nuvola di fumo giallo-arancio in uscita da una delle torce di emergenza. Erano da poco passate le 13 di ieri quando l’attenzione (e i timori) dei ferraresi sono tornati a rivolgersi al Petrolchimico. L’ultimo fuori programma risaliva a inizi marzo, quando il blocco dell’impianto di Yara che produce Urea aveva attivato le torce di emergenza per bruciare metano e idrogeno inutilizzati. Questa volta l’inconveniente è stato di natura un po’ diversa. Si è trattato - come ha provveduto a informare l'azienda Ifm - della rottura del disco di protezione dell'impianto F10 di Versalis, un dispositivo di sicurezza che serve a impedire l'eccessivo aumento della pressione all'interno dell'impianto. In atmosfera si è disperso un quantitativo di etilene miscelato con il catalizzatore che ha dato al fumo la colorazione giallastra. «Nessuna implicazione di sicurezza per l'impianto e per il petrolchimico, nè di tipo ambientale o di salute» assicura la Ifm.

Rassicurazioni circa le conseguenze dell’episodio sono arrivate anche dall’Arpa, che subito dopo la segnalazione ha inviato sul posto una squadra di tecnici per verificare la portata e gli effetti evento. Gli accertamenti hanno escluso situazioni di pericolo per la salute pubblica. Secondo i tecnici non si è trattato di un evento particolarmente rilevante e non ha comportato l'emissione in atmosfera di sostanze nocive. Il dispositivo del disco di sicurezza serve appunto, con la sua rottura, a scongiurare il rischio di esplosioni in caso di aumento anomalo della pressione. E proprio per indagare le cause di questa anomalia gli impianti resteranno chiusi almeno un paio di giorni per le necessarie verifiche.

L’Arpa ha poi confermato che il colore giallognolo del fumo è dipeso dalla presenza di un catalizzatore, bruciato dalle torce insieme all’etilene. Nessuna sostanza nociva, hanno concluso i tecnici Arpa al termine della ricognizione, è stata emessa nell’atmosfera, e sono esclusi danni alla salute pubblica.

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