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«Qui Berluti ha realizzato un sogno»

«Qui Berluti ha realizzato un sogno»

L’entusiasmo dell’amministratore delegato Antoine Arnault: abbiamo trovato collaborazione, eccellenza e talento

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La chiamano la “Galleria d’arte” perchè le gigantografie dei modelli Berluti appesi alle pareti fanno tanto “museo”. Ma non è l’unico dettaglio a rendere speciale questa fabbrica che fabbrica non sembra, circondata da campi verdi, piante e frutteti.

L’edificio, a pianta rettangolare, dall'alto ricorda la forma di una scatola di scarpe. Gli architetti parigini Barthélémy e Griño l’hanno immaginata così la sede della manifattura Berluti di Gaibanella e l’hanno realizzata con tecniche di costruzione «eco-responsabili», come spiega l’operations director di Berluti Jean-Baptiste Barthes. Lo stabilimento si espande su un’area di 8mila mq, colpiscono subito la struttura ariosa e leggera in vetro e legno, le listarelle di cedro ognuna diversa dall’altra, l’open space centrale su cui si affacciano gli spazi di produzione, i corridoi ben rivestiti, i pannelli solari, l’aria condizionata che isola dalla canicola e gli aspiratori interni che eliminano vapori e odori. All'interno il colpo d'occhio ricorda più un centro commerciale con le vetrine che un opificio.

«Questo approccio è ancora poco diffuso a Ferrara e non è solo una questione di soldi», commenta ammirata l’architetto e assessore comunale all’Urbanistica Roberta Fusari. Il taglio del nastro ieri mattina alle 11.10, poi discorsi, visite guidate e brindisi a champagne. La manifattura occupa 250 dipendenti (età media 38-40 anni) formati e specializzati in un edificio modernissimo che dallo scorso gennaio contribuisce alle fortune della multinazionale del lusso Lvmh, proprietaria del marchio, con la produzione di scarpe e pelletteria grande e piccola per uomo da esportare in tutto il mondo.

La vice-presidente esecutiva, Severine Merle, descrive un mercato vasto quanto il pianeta: Europa, Giappone, Estremo Oriente, Asia, Usa. A Ferrara arrivano le pelli (vitello e canguro soprattutto), tra cui il prestigioso cuoio Venezia; vengono conservate a temperature e umidità adeguate, lavorate e trasformate nel corso di una serie di passaggi in oggetti di lusso, dalla lavorazione artigianale e personalizzata (modelli non presenti in catalogo), alla sagomatura, al montaggio delle calzature, alla stesura della patina, al finissaggio, al controllo di qualità. Il personale è «polivalente», si lavora anche in gruppo. La manifattura ospita un ufficio di ideazione e di design (a Gaibanella vengono creati anche i colori), oltre a un corso di formazione, la Berluti Academy: 99 gli studenti entrati a far parte del gruppo attraverso questo canale. A far gli onori di casa ieri c’era anche l'amministratore delegato di Berluti, Antoine Arnault, figlio di Bernard, proprietario del gruppo Lvmh, entusiasta di avere scommesso sull’Italia e su Ferrara. «Cerchiamo l’eccellenza, i migliori artigiani e i migliori talenti e li abbiamo trovati in questo Paese – ha dichiarato rivolgendosi agli invitati e ai lavoratori, tutti raccolti nell’agorà – questo è un upgrade, puntiamo sull’arte, sulla bellezza e sulla qualità». Ai dipendenti ha ricordato che «qui il nostro sogno di creare una manifattura è diventato realtà, non smettete mai di credere in questo sogno».

Toni soddisfatti anche dal presidente della maison, Pietro Beccari. «Solo in Italia si possono fare queste cose - ha detto, salutando il pubblico - Abbiamo parlato con tutti: sindaco, Provincia, Regione e la collaborazione è stata massima, abbiamo aperto lo stabilimento a tempo di record e grazie ad alcune facilitazioni. Così, dalla posa della prima pietra, nel giugno del 2013, siamo giunti fin qui».

In futuro saranno organizzati altri corsi di formazione sulla pelletteria che, come ha annunciato Severine Merle, rappresenta uno dei settori di sviluppo del gruppo industriale per i prossimi anni. Dalla vecchia manifattura, ormai dismessa, a quella odierna l'occupazione è raddoppiata. Potrebbe espadersi in futuro anche lo stabilimento grazie ad una opzione su altri 2.5 ettari di terreno, da sfruttare entro il 2018. Molti gli occupati ferraresi, c’è anche chi produce scarpe e borse da quasi 20 anni; alcuni arrivano dalle province vicine. Modella d’eccezione ieri, l’attrice Katy Saunders, protagonista di film, spot e serie tv.(gi.ca.)

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