«Meno risorse, tagli inevitabili»
Lo dice l’assessore Sapigni. I sindacati: «Scelte inaccettabili»
E’ in corso d’opera in queste settimane il taglio di 35 posti letto nelle case di riposo per anziani accreditate. La riduzione è ormai avviata tuttavia Cgil, Cisl e Uil non ci stanno e parlano di “scelte politiche inaccettabili a fronte del mantenimento delle risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza”, cui si aggiunge il calo dell’occupazione e un -20% nell’erogazione degli assegni di cura.
Ieri pomeriggio i sindacati si sono riuniti in presidio sotto lo Scalone, proprio mentre era in corso la commissione consiliare Sanità convocata per discutere nello specifico dell’argomento.
L’assessore Chiara Sapigni ha ribadito come il taglio sia una sorta di strada obbligata, vista la nuova ripartizione intraprovinciale degli stanziamenti, con il Distretto Centro-Nord (quello di Ferrara e altri otto Comuni) che vedrà defluire 620mila euro, entro il 2018, in favore dei distretti Ovest e Sud-Est. “Oltre a ciò abbiamo dovuto fare fronte alla riduzione dei residui accantonati negli anni passati per via dell’instabilità del fondo nazionale. A novembre ci è stato chiaro che le risorse per il 2015 non potevano essere le stesse del 2014. Non abbiamo comunque toccato i posti ad alta intensità assistenziale o il nucleo Alzheimer, si è inciso solo su normali residenze per anziani”, ha detto la Sapigni.
La speranza è che quanto tagliato possa essere riassorbito nel mercato libero, dato che il privato gestisce oltre l’80% dell’offerta nel settore. L’assessore, che è pure presidente del Comitato di distretto, auspica “una programmazione per il 2016, in accordo con gestori, terzo settore, sindacati e associazioni, che possa evitare cambiamenti traumatici nel corso dell’anno come sta avvenendo ora”. L’Asl sta cercando di metterci una pezza: “Abbiamo svincolato risorse – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Paola Bardasi – pari a 350mila euro destinate ai coma vigili che ora copre il Servizio sanitario nazionale, poi abbiamo predisposto in deroga al blocco quaranta posti letto, con assunzioni di personale aggiuntive, all’interno degli ospedali di comunità. Mi rendo conto che non sia la stessa cosa, però gli assistiti vengono in qualche modo gestiti”.
Fabio Terminali
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