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«Ho preso la West Nile da una zanzara»

«Ho preso la West Nile da una zanzara»

Una paziente racconta due mesi di sofferenze: il corpo gonfio, la febbre, i dolori e lo stop dell’attività lavorativa

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Attenzione alle zanzare. Con una delle sue punture, in questa stagione, il piccolo insetto può causare grandi danni e sofferenze. Ne sa qualcosa, suo malgrado, Monica Zattoni: «Io in particolare sono sempre stata presa di mira dalle zanzare, solo che stavolta è stata molto più pesante», racconta la donna, 40 anni, residente a Cologna.

Tutto è cominciato a fine maggio: un gran dolore alle ossa, anche qualche svenimento improvviso. Un mese prima di star male del tutto: febbre al massimo a 38 gradi che va e viene ma quel che è peggio è il corpo completamente gonfio, dalle mani al viso. «Sono andata al pronto soccorso di Rovigo e lì mi hanno chiesto se avessi mangiato qualcosa di particolare che mi avesse fatto male. L’alimentazione in verità non c’entrava nulla. Dalle analisi emerge un livello di transaminasi alle stelle. È un medico del reparto di Malattie infettive a puntare sul virus della West Nile» spiega Monica che intanto continua nel suo calvario: mal di testa continui, vomito e altri malanni.

Finalmente, dopo una sessione di esami durata diversi giorni, arriva dal Centro prelievi di Rovigo la diagnosi certa: si tratta proprio della malattia trasmessa dalla zanzara tigre e una puntura è stata il vettore d’infezione. Il ricovero in ospedale è immediato. «Per la verità non esiste tuttora una terapia ben definita – sottolinea la donna – e così sono stata curata esclusivamente con delle gran flebo, con l’obiettivo di tenermi idratata e per evitare che l’infezione agli organi interni che mi era stata diagnosticata rischiasse di espandersi ulteriormente».

Naturalmente la Zattoni, che lavora al centro commerciale Le Mura di Ferrara, durante tutto questo tempo ha dovuto prendersi uno stop obbligato dall’attività lavorativa. Lei poi è una donatrice di sangue e anche questa attività è stata bloccata: «Hanno dovuto rintracciare le mie sacche per accertarsi che fosse tutto apposto. E per altri sei mesi non potrò fare prelievi». C’è da dire che adesso, dopo tanto tribolare, va un po’ meglio. «Il 3 agosto riprendo il lavoro – spiega Monica -. Certo, ho ancora problemi al collo e alla schiena. Sono tuttora sotto controllo da Padova, ma non fanno più di tanto. E’ stata una cosa veramente pazzesca, che non auguro a nessuno. E a me è andata bene, se penso che qualcuno ci è morto o è rimasto paralizzato a vita».

La donna ha voluto raccontare la sua disavventura al nostro giornale, prendendo spunto dal fatto che la Nuova Ferrara in questi giorni si è occupata dell’argomento zanzara tigre (ma il vettore della West Nile è la zanzara culex), per un motivo preciso: «Non si parla abbastanza del virus della West Nile, almeno non come qualche anno fa, quando scoppiarono i primi casi. Non è da sottovalutare e bisogna fare attenzione: è quello che ho imparato io da tutta questa storia, sulla mia pelle». Aggiunge che anche le istituzioni pubbliche dovrebbero fare maggiore informazione e le campagna di disinfestazione dovrebbero essere intensificate.

Fabio Terminali

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